Agosto 2007 - l'omofobia non va in vacanza, non bastava Gentilini e il bacio "arrestato" al Colosseo perchè di gay ... adesso a Prato si cerca di eliminare l'area di battuage dell'Interporto, in questa pagina collochiamo tutti i riferimenti, gli articoli e i comunicati stampa in risposta ed in attesa di una posizione chiara della Prefettura di Prato, del Comune sull'assurdità e pericolosità di aver accostato sospetti di pedofilia e baby-prostituti al battuage e ai gay, intanto collochiamo qui quanto scritto da noi, dal Tirreno e da chi ci ha fatto sapere la propria opinione.
MERCOLEDì 22 AGOSTO DAL TIRRENO
UN BATTUAGE DIVENTA UNA TANA DI PEDOFILI
Prato. Incontri tra anziani e baby prostituti anche in pieno giorno. E la zona a luci rosse finisce sul web

Giro di pedofili all’Interporto

La denuncia del presidente Napolitano: «Ora basta»

PRATO. «C’è un giro di pedofili all’ingresso di Interporto. Una situazione che deve finire». E’ la denuncia del presidente Antonio Napolitano che ha preso carta e penna e ha scritto al prefetto e forze dell’ordine. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la scoperta che la piattaforma logistica del centro-nord Italia è finita, assieme ad altri otto, su due siti gay come luogo “cool” di incontri e adescamenti.

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Nella tana dei pedofili

L’Interporto di Prato luogo di appuntamenti Il presidente chiede al prefetto di intervenire

PRATO. “Rotonde e aree di sosta presso l’Interporto. Cruising in macchina”. Ovvero occhieggiamenti con i fanali delle auto, adescamenti discreti da abitacolo a abitacolo “especially by gay men” come recita Wikipedia. Poco edificante ma è la descrizione della piattaforma logistica pratese su un paio di siti gay specializzati in appuntamneti “all’aria aperta”. Altro che Interporto degli Etruschi, come sta scritto sulle centinaia di nuovissimi depliant che il presidente Antonio Napolitano ha mandato in giro per il mondo. Interporto nel web è ora uno dei punti “cool” per incontri tra anziani e ragazzini, tra prostituzione e pedofilia. «E questa storia ora deve finire». Il presidente di Interporto non ne può più. «Sono indignato e schifato».

«Perchè non è possibile che un’area che noi stiamo faticosamente risanando, che ci sforziamo, a suon di decine di milioni, di rendere anche esteticamente piacevole, diventi un luogo di appuntamenti per pedofili. E’ un’offesa alla città».

E in ciò che accade di giorno come di sera in quel tratto di Prato che via Alcide De Gasperi costeggia il laghetto degli Alcali, tra boschetti e canneti, per finire dritto dritto dentro Interporto, non c’è proprio nulla di edificante.

«Anche pochi minuti fa, passando per andare in ufficio - racconta Napolitano - ho visto uomini anziani accompagnati con ragazzi giovanissimi. Sono scene frequenti che si ripetono a tutte le ore e credo che ormai sia diventato non solo un problema di Interporto ma dell’intera città». Nessun intento discriminatorio - garantisce il presidente - ma la volontà di denunciare «che qualcosa va fatto e in fretta».

Napolitano ha già segnalato, più volte, a chi di dovere il “giro” di uomini, di auto in attesa, di giovanetti, in maggioranza stranieri e alcuni davvero troppo giovani, che hanno eletto come zona d’incontri e di sesso l’area intorno al laghetto e quel container abbandonato e mezzo arrugginito che così bene ripara alla vista. «Ma non è accaduto nulla - commenta - Evidentemente dirlo non basta». E dalle parole dette passerà a quelle scritte. La lettera indirizzata al prefetto Eleonora Maffei, alle forze dell’ordine, alla presidente della Circoscrizione est, «che per altro ben conosce la situazione», è già pronta e prestissimo verrà spedita. «Più che altro è una richiesta di aiuto indirizzata a tutte quelle istituzioni - continua Napolitano - che possono collaborare nel risanemento della zona». La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata proprio la scoperta dei siti internet. Due: Popkorn e Guidagay che, oltre a fornire una mappa dettagliata di tutte le possibilità per chi è in cerca di compagnia maschile, indicano Interporto di Gonfienti come uno dei luoghi giusti per trovare e per appartarsi.

MERCOLEDì 22 AGOSTO LE RISPOSTE A QUESTE ACCUSE
DAL COMITATO GAY E LESBICHE PRATO
All'attenzione della redazione
Con preghiera di pubblicazione

OGGETTO: Il Comitato Gay e Lesbiche Prato fa presente che non è corretto associare pedofilia e baby prostituzione all'omosessualità

Ancora risuonano le parole cariche di odio razzista omofobico del vicesindaco trevigiano Gentilini che inneggiava la pulizia etnica nei confronti dei "culattoni", non di molto tempo fa l'arresto di due giovani gay che si baciavano davanti al Colosseo a Roma ed apprendiamo oggi con sconcerto doppio di due situazioni entrambe molto gravi e di fronte a cui sentiamo necessario dare il nostro punto ci vista.

Come Comitato Gay e Lesbiche Prato denunciamo la totale inciviltà della pedofilia, sia che essa veda coinvolti omosessuali, sia quando a macchiarsi di atti pedofili siano eterosessuali. La pedofilia riguarda sia eterosessuali che omosessuali, ed il giro di baby prostituzione spesso ha come vittime giovani ragazzine e bambine straniere che purtroppo ancora si vedono "battere" sulle strade limitrofe a Prato città. Condanniamo pertanto ogni atto di pedofilia e ci uniamo alla richiesta ed all'impegno di quanti e quante già lavorano al fine di garantire che i/le minori conducano la propria esistenza liberamente senza questa vile e ignobile costrizione.

Tuttavia denunciamo anche l'assoluta ingiustizia di aver pericolosamente associato il batuage, luogo dove liberamente persone gay si incontrano, alla pedofilia. Lo sdegno del presidente Napolitano sembra travalicare la denuncia della pedofilia e coinvolge direttamente la vita di uomini gay che hanno tutto il diritto di incontrarsi in un luogo pubblico, esattamente come fanno molte persone quando passeggiano nel centro della città e ammiccando si scelgono e frequentano. Questo purtroppo non è possibile per i gay e per le lesbiche, vista l'assenza di norme chiare contro la discriminazione delle persone omosessuali ed il crescente clima di intolleranza generale, pertanto spesso è necessario trovare luoghi meno visibili e più appartati. Il rischio per una coppia gay o lesbica di venir offesi/e e/o maltrattati/e è alto, ci sembra, tra l'altro, che trovarsi in determinati posti, chiacchierare in macchina all'aperto, coccolarsi in auto siano atti compiuti anche dagli/dalle eterossessuali, giovani o meno giovani, dobbiamo ritenere che per i gay debba esserci una diversa considerazione? Non troviamo in tutto questo nessun comportamento aberrante e ci rivolgiamo anche noi come Comitato Gay e Lesbiche Prato al prefetto, al sindaco e alle altre istituzioni pratesi affinché anche a Prato sia applicata pienamente la legge toscana antidiscriminazione e si elimini l'automatico accostamento di pedofilia ed omosessualità al fine di evitare l'incrementarsi della violenza omofobica, in una città, la nostra, che finora non si è mai dimostrata particolarmente omofoba.


Prato, 22 agosto 2007

Comitato Gay e Lesbiche Prato - info@gayelesbicheprato.it

DAL PRESIDENTE DI ARCIGAY TOSCANA
Trasmetto in allegato e riproduco qui di seguito ns. comunicato stampa

A disposizione per eventuali chiarimenti e con i migliori saluti

Bert d'Arragon
Presidente Regionale Arcigay Toscana

Comunicato Stampa – 22/08/2007

Un nuovo scandaloso abbinamento tra omosessualità, prostituzione e pedofilia

Su alcuni giornali locali è apparso un nuovo scandaloso abbinamento tra omosessualità, prostituzione e pedofilia, questa volta tirando in ballo luoghi di incontro nell’area pratese, in particolare l’Interporto degliEtruschi/Gonfienti.

Arcigay condivide in tutto e per tutto l’indignazione del presidente dell’Interporto pratese – ovviamente se davvero quell’area si sta trasformando in un luogo di prostituzione e persino di pedofilia. In tal caso è urgente un intervento delle autorità perché luoghi di appuntamento per pedofili non sono tanto un’offesa alla città di Prato, quanto illegali e di fatto palcoscenico di reato, per lo più abietto.

Ma siamo indignato a nostra volta se – come sempre più spesso succede – si abbina a prostituzione e pedofilia l’omosessualità. Persone maggiorenni che non commettono nessun reato possono incontrarsi dove e quando vogliono, sta a loro scegliere i luoghi e i tempi che ritengono più adeguati. E ciò niente ha in comune con prostituzione e pedofilia.

Come successo già in altre occasioni, Arcigay è a fianco di chi combatte la pedofilia e la prostituzione di strada, in particolare quella minorile. Ma condanna in modo più assoluto il tentativo di abbinare le persone omosessuali a questi fenomeni, che stanno diventando un problema serio della nostra società tutta – certo non una piaga da collegare solo ai gay, come cerca di fare qualcuno!

Bert d’Arragon
Presidente Arcigay Toscana

DALLA BANDA GASTRICA
C/O R.I.
VIA BISENZIO 335 - 59024 MERCATALE DI VERNIO (PO)
Tel 338 34 96 034

Intervento:

DIBATTITO PEDOFILIA ALCALI-INTERPORTO PRATO
(con preghiera di pubblicazione)

Leggiamo con stupore sulla stampa locale la forte presa di posizione del presidente dell'interporto. Eravamo a conoscenza da tempo dell'utilizzo dell'area dell'interporto come luogo di incontri promiscui da parte di persone che frequentano la zona del lago degli Alcali,di natura etero ed omosessuale, ma mai ci saremmo aspettati di leggere di incontri pedofili.
E' la cosa più deprecabile che avremmo pensato potesse accadere, la più ignobile, il frutto più vile e de-genere dell'umanità.
Una cosa ci ha lasciati di stucco. Il fenomeno degli incontri promiscui all'interporto non è nuovo, ed il tam tam su numerosi siti web specializzati non è certo una notizia dell'ultim'ora. Però, ciò che ci ha colpiti è il fatto che la degenerazione del fenomeno è stata affrontata solamente nel momento in cui è diventata un disturbo per l'immagine della "vetrina" Interporto.
E l'unica soluzione prospettata è quella di spostare il problema, per ritrovarci a leggere fra qualche mese di un presidente del Macrolotto 3 indignato per "tali usi" nella propria aria di pertinenza, che danneggiano l'immagine di una zona di pregio promossa in tutto il mondo, su quintali di carta patinata! Il problema non va spostato, deragliato geograficamente, arginato e baipassato, ma affrontato in modo serio e concreto.
Crediamo che sia il momento per lanciare una grande assemblea pubblica, che coinvolga gli amministratori locali, le forze dell'ordine, l'associazionismo e la popolazione generale rappresentata da tutti coloro che sono interessati al problema, affinchè si possa giungere finalmente alla creazione di un'area per "l'amore", dove venga bandita qualsiasi tipo di pratica a danno di persone più deboli e sfruttabili, un'area sorvegliata e vigilata, dove non avvengano più aggressioni e frequentazioni illecite, dove le coppie possano appartarsi in tranquillità. Non si tratta di creare luoghi di promiscuità sardanapalica bensì momenti dove si possa trovare un armonica soddisfazione di quell’emozione universale che da sempre fa ruotare il mondo con le sue alterne fortune.
Invitiamo tutti coloro che sentono forte la gravità della problematica e che vogliono impegnarsi per risolverla, ad intervenire sulla stampa o a contattarci al nostro indirizzo e-mail diccelo@labandagastrica.it
perchè "Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona" Art. 3 della Carta dei Diritti Umani.

La Banda Gastrica

DAL capogruppo di Rifondazione Comunista comune di Prato Leonardo Becheri
Ci son parole leggere come piume, altre pesanti come montagne. Quelle che ho letto sulla stampa di ieri sono del secondo tipo. Premetto che non conosco approfonditamente la realtà "incontristica" dell'interporto ma ritengo comunque che si debba stare molto attenti, perché si può ingenerare in chi legge gli articoli usciti ieri - certamente senza che chi ha dichiarato e scritto ne avesse intenzione - una equiparazione fra gay e pedofilia che ci riporterebbe al medio evo, equparazione che purtroppo ancora oggi trova a livello nazionale tanti sostenitori. Se in quell'area vi è prostituzione con minorenni, chi lo sostiene lo comunichi alla magistratura, ma lanciare un anatema pubblico così su delle impressioni mi pare un po' troppo e un po' sospetto. Se invece si tratta di incontri fra omosessuali, magari potrà pure non essere gradito a qualcuno, ma non mi sembra che si possa chiedere interventi draconiani contro un qualcosa che fino a prova contraria è del tutto legittimo. Mi sorge una domanda: come mai nessuna levata di scudi - e per fortuna che non c'è stata ! - contro luoghi analoghi frequentati da eterosessuali ? Perché non creare "aree di incontro" specificamente deputate a questo, come avviene già in altre realtà d'Italia e della Toscana ?. Un ultima riflessione mi sia consentita: vi sarà anche del degrado in alcune aree cittadine, ma se metto in fila vari fatti mi sorge un dubbio: se prendo la campagna anti degrado di queste settimane (come se Prato fosse Milano violenta anni 70), la festa del cocomero che non c'è più per varii motivi, ora la sparata del presidente dell'interporto Napolitano, tutto ciò sembra quasi rispondere a due esigenze, quelle di dare un immagine di civitas etica, in cui tutto è bello e tranquillo senza accorgersi che il vero pericolo è che (magari con begli interventi urbanistiici tipo piazza mercatale) che questa città si trasformi in un non luogo senza radici e peculiarità, la seconda: siamo alla riapertura delle attività produttive e non ho sentito un analisi su quante rimarranno chiuse, quale siano le prospettive del prossimo anno di lavoro ecc. A me, sarò un passatista, ma colpisce di più un operaio disoccupato che due gay che si incontrano all'interporto.

Leonardo Becheri
capogruppo Rifondazione comunista comune di Prato

DA ANDREA, UN AMICO
“Dato che il Presidente dell’Interporto denuncia pubblicamente, ma non alla Magistratura che l’Interoporto sia di giorno che di notte è luogo di incontro tra uomini di varia età, viene da chiedersi: nel dire che, sulla base di questo, c’è pratica di pedofilia, prova a spararla grossa oppure è certo di quel che dice? Perché se la spara grossa è un gesto poco nobile, facendo di tutt’un erba un Fascio; se invece è certo di quel che dice, farebbe bene a denunciare un reato così grave. Quindi agisca di conseguenza: o si scusa pubblicamente avendo peraltro associato il reato di pedofilia alla frequentazione di persone dello stesso sesso, oppure vada a denunciare fatti e persone colpevoli e vittime di reati come pedofilia, adescamento di minore e sfruttamento di prostituzione minorile alle Autorità, immediatamente, invece che scrivere una letterina di protesta! Il titolone sui giornali provi invece a conquistarselo trovando soluzioni alla crisi dell’Interporto pratese, una crisi non dovuta certo al passeggio di una mezza dozzina di persone, tristemente quasi le uniche che frequentano questo impianto colossale e costosissimo, lì da moltissimi anni, ma ancora tutto da comprendere…” Andrea
Ringraziamo la redazione de IL CORRIERE DI PRATO che ha dato ampissimo spazio al nostro comunicato e ribadito con forza l'assurdità e la pericolosità dell'associazione fra pedofilia ed omosessualità, ricordando anche l'assoluta libertà delle persone GLBT (gay lesbiche bisessuali trans) di trovarsi nei luoghi che preferiscono. Ringraziamo, in parte, almeno in questa giornata la redazione de Il TIRRENO che nella stessa pagina ha collocato un articolo grave scritto da Miriam Monteleone, forse poco consapevole di quello che ha fatto, e i comunicati del Comitato Gay e Lesbiche Prato, di Arcigay Toscana e della Banda Gastrica. Purtroppo per due giorni consecutivi le locandine del IL TIRRENO hanno associato l'Interporto di Prato alla pedofilia, segue il nuovo articolo e le successive reazioni. Come Comitato Gay e Lesbiche Prato abbiamo chiesto ufficialmente un incontro con il Presidente di Interporto Prato Antonio Napolitano ...
GIOVEDì 23 AGOSTO DAL TIRRENO
«Dalle finestre vediamo i pedofili»

I residenti si schierano a fianco del presidente dell'Interporto

A Gonfienti si pensa a ronde notturne e a fiaccolate per liberare l'area da prostituzione e sesso con minori

MIRIAM MONTELEONE

PRATO Non c'è solo il presidente dell'Interporto Antonio Napolitano a denunciare quanto accade a Gonfienti. Lo hanno confermato residenti e frequentatori della zona: le vittime di molti scambi sessuali, denunciati nel tratto di via De Gasperi sono anche minori. Spesso stranieri, che si vendono ai pedofili, dopo essersi dati appuntamento tra i canneti, che popolano l'area del laghetto degli Alcali.
Uno scandalo che va a sommarsi alle numerose insinuazioni (circa atti osceni e prostituzione all'aria aperta tra omosessuali) che già in passato hanno infangato la zona di Gonfienti. E che dopo la denuncia di Napolitano ha fatto uscire allo scoperto anche i residenti che stanno pensando di organizzare ronde notturne o fiaccolate.
Ma se fino ad oggi oggetto della polemica delle istituzioni - proprio all'inizio della via ha sede la Circoscrizione Est del Comune- e dei residenti, sono stati i "gay mercenari"; dopo la denuncia del presidente dell'Interporto Antonio Napolitano, nel mirino di cittadini e associazioni ci sono uomini, soprattutto anziani, che a qualsiasi ora del giorno e della notte si appartano aspettando giovani prede. Alle forze dell'ordine invece sentite sul caso risulta che nella zona ci sia prostituzione maschile ma non hanno mai avuto alcuna segnalazione di casi di pedofilia.
«Napolitano ha sollevato un problema che senza dubbio è sotto gli occhi di tutti - commenta Mauro Franceschini dei Ds, residente non lontano dalla zona incriminata. E' una vergogna che un'area bella e vasta come quella sia infestata da certi scambi. Il mio non è un giudizio morale- puntualizza - ma una questione di civiltà. I cittadini sono sdegnati e hanno paura, così nessuno sfrutta più la zona che confina con il Lungobisenzio per fare passeggiate o cercare radicchio. Chi va a pescare nel laghetto, talvolta ragazzini, rischia di assistere a coloriti spettacoli, per non dire di peggio, talvolta subendo delle avance. Non possiamo più tacere. Questo mercato per alcuni residenti è uno spiacevole spettacolo quotidiano. Qualcuno deve intervenire».
A pensarla così sono anche alcuni condomini residenti nei palazzi che costeggiano il fiume.
«Frequentemente vediamo giovani pakistani o marocchini aggirarsi in bicicletta sulla ciclabile», spiega un signore nel parcheggio del palazzo. «Qualcuno li aspetta, si tratta di pedofili, poi si appartano dove capita. Io abito al quinto piano, se mi affaccio (a qualsiasi ora del giorno e della notte) assisto a questi scambi: uomini con uomini o anziani con ragazzini. E' diventato un quartiere a luci rosse, non possiamo più neanche portare i nostri bambini ai giardini. Tempo fa abbiamo denunciato alle autorità anche la presenza di un tossico italiano - conclude - che si aggirava nudo nella zona importunando bambini e bambine».
Una notizia che ha raggiunto anche Anna Maria Berti, presidente della Circoscrizione Est, in vacanza in montagna, sconcertata dalla denuncia di Napolitano: «Eravamo a conoscenza che la zona fosse luogo di incontri omosessuali e in più di un'occasione abbiamo segnalato il disagno dei residenti alle autorità», confessa Berti.
«Ma la questione dei pedofili, fino ad oggi a me sconosciuta - solleva uno stato d'allarme ben più grave. Intendo assolutamente andare in fondo alla questione».
Stessa determinazione per i residenti intervistati ieri all'uscita delle abitazioni. Qualcuno medita una ronda notturna per prendere i pedofili con le mani nel sacco, altri una fiaccolata di protesta.


GIOVEDÌ, 23 AGOSTO 2007

Dalla Circoscrizione si chiede al Comune di fare la sua parte

Quell'area deve essere ripulita

PRATO. C'è chi si nasconde - si fa per dire - tra i canneti e chi nei vecchi container abbandonati che minano la zona del laghetto. Se l'area dell'Interporto di Gonfienti è una terra di nessuno popolata da scambisti e pedofili, forse la colpa è anche un po' dell'incuria in cui il terreno interessato (proprietà privata di una società di Bologna) è decaduto. E' quanto denuncia tra le righe Anna Maria Berti, presidente della Circoscrizione Est, chiamata a rispondere sui mancati interventi di recupero previsti per la zona.
«Abbiamo più volte sollecitato l'assessorato all'Ambiente, diretto interlocutore in contatto con la società proprietaria - per far togliere i container. L'accordo era che la società provvedesse a ripulire il terreno, togliendo anche i contanier e mettendolo in sicurezza. Ma la società ha chiesto più volte all'amministrazione una proroga, facendo slittare l'inizio dei lavori. Non spetta a me indagare su questo ritardo nè sulla mancata esecuzione del progetto di riqualificazione che prevedeva la costruzione di edifici di vario genere nella zona. L'area deve essere sgombrata, in tutti i sensi».
Mi.Mo.

GIOVEDÌ, 23 AGOSTO 2007

LETTERE E INTERVENTI

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CREIAMO UN'"AREA PER L'AMORE"

Leggiamo con stupore sulla stampa locale la forte presa di posizione del presidente dell'Interporto. Eravamo a conoscenza da tempo dell'utilizzo dell'area dell'Interporto come luogo di incontri promiscui da parte di persone che frequentano la zona del lago degli Alcali, di natura etero e omosessuale, ma mai ci saremmo aspettati di leggere di incontri pedofili. E' la cosa più deprecabile che avremmo pensato potesse accadere, la più ignobile, il frutto più vile e degenere dell'umanità.
Una cosa ci ha lasciati di stucco. Il fenomeno degli incontri promiscui all'interporto non è nuovo, e il tam tam su numerosi siti web specializzati non è certo notizia dell'ultim'ora. Ma ciò che ci ha colpiti è il fatto che la gravità del fenomeno è stata affrontata solamente nel momento in cui è diventata un disturbo per l'immagine della "vetrina" Interporto.
E l'unica soluzione prospettata è quella di spostare il problema, per ritrovarci a leggere fra qualche mese di un presidente del Macrolotto 3 indignato per "tali usi" nella propria aria di pertinenza, che danneggiano l'immagine di una zona di pregio promossa in tutto il mondo, su quintali di carta patinata! Il problema non va spostato, ma affrontato in modo serio e concreto.
Crediamo che sia il momento per lanciare una grande assemblea pubblica, che coinvolga gli amministratori locali, le forze dell'ordine, l'associazionismo e la popolazione generale rappresentata da tutti coloro che sono interessati al problema, affinché si possa giungere finalmente alla creazione di un'area per "l'amore", dove venga bandita qualsiasi tipo di pratica a danno di persone più deboli e sfruttabili, un'area sorvegliata e vigilata, dove non avvengano più aggressioni e frequentazioni illecite, dove le coppie possano appartarsi in tranquillità.
Invitiamo tutti coloro che sentono forte la gravità della problematica e che vogliono impegnarsi per risolverla, ad intervenire sulla stampa o a contattarci al nostro indirizzo e-mail diccelo@labandagastrica.it, perchè «Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona» (art. 3 della Carta dei Diritti Umani).

NON MESCOLIAMO GAY E PEDOFILIA

Sulla stampa locale è apparso un nuovo scandaloso abbinamento tra omosessualità, prostituzione e pedofilia, questa volta tirando in ballo luoghi di incontro nell'area pratese, in particolare l'Interporto degli Etruschi/Gonfienti. Arcigay condivide in tutto e per tutto l'indignazione del presidente dell'Interporto, ovviamente se davvero quell'area si sta trasformando in un luogo di prostituzione minorile e persino di pedofilia. In tal caso è urgente un intervento delle autorità perché luoghi di appuntamento per pedofili non sono tanto un'offesa alla città di Prato, quanto illegali e palcoscenico di reato abietto.
Ma siamo indignati a nostra volta se - come sempre più spesso succede - si abbina a prostituzione e pedofilia l'omosessualità. Persone maggiorenni che non commettono nessun reato possono incontrarsi dove e quando vogliono, sta a loro scegliere i luoghi e i tempi che ritengono più adeguati. E ciò niente ha in comune con prostituzione e pedofilia. Come successo già in altre occasioni, Arcigay è a fianco di chi combatte la pedofilia e la prostituzione di strada, in particolare quella minorile. Ma condanna in modo più assoluto il tentativo di abbinare gli omosessuali a questi fenomeni.
Bert d'Arragon (presid. Arcigay Toscana)

Come Comitato Gay e Lesbiche di Prato denunciamo la totale inciviltà della pedofilia, sia che veda coinvolti omosessuali o eterosessuali. Il giro di baby prostitute spesso ha come vittime giovani ragazzine e bambine straniere che purtroppo ancora si vedono "battere" sulle strade periferiche della città.
Ma allo stesso tempo, denunciamo l'assoluta ingiustizia di aver associato il batuage, luogo dove liberamente persone gay si incontrano, alla pedofilia. Lo sdegno di Napolitano sembra travalicare la denuncia della pedofilia e coinvolge direttamente la vita di uomini gay che hanno tutto il diritto di incontrarsi in un luogo pubblico.
Comitato Gay e Lesbiche Prato

GIOVEDì 23 AGOSTO ALTRE RISPOSTE A QUESTO NUOVO ATTACCO AI GAY
DAL COMITATO GAY E LESBICHE PRATO
Alla cortese attenzione del signor Antonio Napolitano,
Presidente dell'Interporto di Prato

Per conoscenza
all'attenzione
del Prefetto di Prato Eleonora Maffei
del Sindaco di Prato Marco Romagnoli
delle Istituzioni di Prato
delle Associazioni GLBT (gay e/o lesbiche e/o bisex e/o trans) italiane
della stampa e dei mezzi di informazione

Egregio signor Antonio Napolitano,


siamo cittadini e cittadine di Prato del Comitato Gay e Lesbiche Prato, un gruppo di gay e lesbiche che da quasi due anni hanno dato vita ad una realtà GLBT (gay lesbica bisessuale trans) nella città di Prato al fine di combattere ogni forma di discriminazione, razzismo e violenza nei confronti delle persone GLBT, di promuovere momenti di incontro e socialità, di eliminare ogni pregiudizio che riguardi l'orientamento sessuale e l'identità di genere.
Il nostro Comitato si propone anche di favorire la conoscenza delle problematiche, della/e realtà GLBT e il confronto con le istituzioni locali per migliorare la qualità della vita delle persone gay, lesbiche, bisex, trans nell'ottica che la piena integrazione delle persone rende la società un luogo accogliente per tutti e tutte, omosessuali ed eterosessuali.

Abbiamo letto con stupore la denuncia da lei fatta alle autorità competenti di episodi ripetuti di abusi sessuali e prostituzione minorile che sarebbero accaduti ed accadrebbero nella zona dell'Interporto di Prato, luogo di incontro di persone omosessuali, come ce ne sono in ogni città italiana e del mondo.
Tali siti, di solito in zone appartate e tranquille, sono scelti dai gay perché spesso è l'unico modo per fare nuove conoscenze sia per amicizia sia per trovare eventuali partner, evitando così i pericoli causati da atteggiamenti omofobici sempre più frequenti nelle cronache locali e nazionali. In genere le persone eterosessuali utilizzano vari spazi per poter incontrare il/la partner, i/le amici/che, dai luoghi di lavoro, ai luoghi di ritrovo pubblici o semplicemente passeggiando per le vie della città. Nessuna persona si scandalizza oggi nel vedere una coppia eterosessuale baciarsi in pubblico, scambiarsi coccole; purtroppo invece, e non per nostra scelta, la stessa cosa non sempre, quasi mai, è possibile per una coppia gay o lesbica. Il rischio di divenire ingiustamente e illegalmente oggetto di scherno e derisione o peggio di subire atti di violenza, anche fisica, è alto.

Quelli che in gergo si chiamano "battuage" (finto francesismo per indicare luoghi di incontro all'aperto) rappresentano da sempre il risultato di questa realtà in cui vivono i gay e lesbiche, nonostante l'indubbia evoluzione che negli ultimi anni ha portato ad una maggiore visibilità e libertà delle persone GLBT.

Confondere questi luoghi con la prostituzione minorile e con la pedofilia è gravemente lesivo della dignità delle persone omosessuali, mortifica la lotta contro ogni forma di discriminazione legata all'orientamento sessuale ed aumenta pericolosamente i comportamenti omofobici e violenti che persone squilibrate possono perpetrare ai danni delle persone GLBT.

Francamente non ci risulta che nella zona dell'Interporto si siano verificati o si verifichino episodi di pedofilia e nel caso lei sia in possesso di informazioni e/o documentazione al riguardo, la invitiamo a segnalare alle forze dell'ordine le persone coinvolte in tali gravi reati, evitando però di coinvolgere le persone GLBT che frequentano quel luogo senza infrangere alcuna legge e senza incorrere in alcun tipo di reato. Eventuali atti osceni in luogo pubblico che possano occorrere devono essere sanzionati per legge, come avviene anche per gli incontri eterosessuali, ma non possono essere assolutamente confusi con la pedofilia né con la prostituzione, essendo il battuage un luogo di libero incontro non mercenario fra gay consenzienti.

Richiediamo quindi un incontro con lei per chiarire i motivi della sua denuncia che ha accomunato le persone GLBT ai pedofili con l'inconsapevole effetto di contrastare il diritto delle persone di incontrarsi liberamente e normalmente, fomentando così sentimenti omofobi e ingiustamente discriminatori nei confronti di tutta la comunità gay e lesbica della città di Prato.

Attendiamo una sua risposta positiva alla nostra richiesta di incontro e nell'attesa le inviamo i nostri più cordiali saluti.

Prato, 23 agosto 2007

Comitato Gay e Lesbiche Prato
Per contatti:

Comitato Gay e Lesbiche Prato - info@gayelesbicheprato.it

DA Alessio De Giorgi, Consigliere contro le Discriminazioni Sessuali, Regione Toscana
NO ALLA CACCIA ALLE STREGHE

Caro Direttore,


ammetto di vivere con un po' di malessere la vicenda pratese: il Direttore dell'Interporto di Prato, infatti, nei giorni scorsi ha lanciato un grido di allarme contro gli episodi di "prostituzione maschile e pedofilia" che si sarebbero verificati di notte, nei parcheggi della struttura da lui diretta.
Sia chiaro: considero la prosituzione minorile una piaga vergognosa da estirpare, perchè stiamo parlando di persone non mature ed è quasi sempre accompagnata dallo sfruttamento e dalla sottomissione del minore.
Ma sia chiaro che voglio anche distinguere tra pedofilia e prostituzione minorile: la prima è infatti rivolta verso pre-adolescenti, la seconda colpisce normalmente persone tra i 16 ed i 18 anni; la prima è sessualmente indifferenziata (gli studiosi ci dicono che non esiste una "pedofilia eterosessuale" ed una gay, giacchè l'attrazione è tout court verso bambini non sessualmente formati), mentre la seconda colpisce sia ragazzi che soprattutto ragazze. Basta infatti percorrere i viali di molte nostre città per capire quanto spesso ci si trovi di fronte a minorenni, costrette a farsi sfruttare sessualmente sulle strade: fu il Prefetto Achille Serra infatti a dire che almeno un terzo delle prostitute a Roma sono minorenni.
Il fenomeno prevalente nell'interporto di Prato è un retaggio degli anni passati: uomini più bisessuali che gay, più padri di famiglia che omosessuali dichiarati, che cercano incontri occasionali non a pagamento, perchè spesso questo è l'unico loro modo di vivere la propria omosessualità. Non sempre è così, sia chiaro: in quell'ambiente è sempre possibile che vi si annidino prostituti, alcuni dei quali forse minorenni, come è possibile che nascano splendide storie d'amore. Quasi sempre ci troviamo comunque di fronte ad adulti consenzienti, cui deve essere garantito il diritto di fare quel che vogliono del proprio corpo e della propria sessualità.
Alle Istituzioni lascerei il compito di creare le condizioni perchè le nuove generazioni non debbano più vivere la propria omosessualità come una colpa, ma anzi vedano garantite le condizioni sociali e culturali perchè siano date loro le stesse opportunità di felicità che sono date ai loro coetanei eterosessuali: perchè ad esempio Comune e Provincia di Prato non si impegnano valorizzando la cosiddetta cultura gay o non facilitano la nascita di luoghi di aggregazione gay diversi da quelli dell'Interporto?
Alle Forze di Polizia lascerei invece il compito di combattere i fenomeni di prostituzione minorile, di qualsiasi segno questi siano, e alla Magistratura il compito di condannare chi ha sbagliato ed ha violato la legge, incontrandosi sessualmente con un prostituto minorenne.
A chi ha la responsabilità di comunicare quanto accade all'opinione pubblica, chiederei invece di fare molta attenzione a non fare confusione tra omosessualità e pedofilia ed a non fare di un erba un fascio, non distinguendo tra comportamenti illegali e comportamenti che illegali non sono. Inoltre leggere articoli che descrivono come "luoghi dell'amore gay" posti spesso squallidi di incontri occasionali fa molta tristezza: fortuna vuole che "luoghi dell'amore" siano gli stessi per i gay e gli etero, e cioè le spiagge al tramonto o gli angoli romantici delle nostre città.
Il rischio è infatti quello di far la fine del Vice Sindaco di Treviso, che a parte le sue espressioni colorite (parlò infatti di "pulizia etnica"), settimane fa se la prese contro gli omosessuali e le coppie scambiste che frequentavano un parcheggio isolato nella periferia della città, senza dar noia a nessuno. Il rischio è quello di riaprire una caccia alle streghe, portando vigore al vento omofobo e sessuofobo che purtroppo in questo paese ha ripreso a soffiare forte.

Alessio De Giorgi, Consigliere contro le Discriminazioni Sessuali, Regione Toscana

DA UN GIOVANE GAY DICIANNOVENNE DEL COMITATO GAY E LESBICHE PRATO, recentemente relatore della nostra lettera inviata al Presidente della Repubblica, al Governo, al Parlamento in risposta all'omofobia del vicesindaco di Treviso Gentilini che ha dichiarato "pulizia etnica per i culattoni"

"Pedofilia": più inflazionata della parola "amico", o "amore"!

Io non riesco a capire quest'inflazione nell'uso della parola pedofilia.
La pedofilia, fino a prova contraria, dovrebbe consistere nell'avere rapporti sessuali con minorenni NON consenzienti. Io ho conosciuto molte persone, anche trentenni, sia nel mondo omosessuale che in quello etero, che avevano rapporti con partner che non avevano ancora la maggior età, ma non ho mai considerato per questo "pedofilo" la persona in questione.
La pedofilia scatta nel momento in cui si costringe un bimbo o una bimba a compiere atti sessuali contro la sua volontà, o addirittura plagiando la sua mente e disintegrando le sue deboli difese.
O forse io ho una visione contorta del termine...!

Allo scopo di fare chiarezza sull'argomento: http://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_del_consenso
L'età del consenso varia di nazione in nazione; la media oscilla fra i 14 e i 16 anni, con punte verso il basso di 12 e verso l'alto di 21.
In Italia è 14 anni, che scende a 13 se fra i due partner non ci sono più di 3 anni di differenza, e sale a 16 se uno dei due partner ha una qualche forma di autorità o ascendente sul/la partner più giovane, ad esempio nel caso di insegnanti, catechisti, tutori, educatori, genitori anche adottivi, conviventi di un genitore biologico.
Ogni atto sessuale con una persona che non abbia raggiunto l'età del consenso è illegale, ed è considerato automaticamente una violenza, indipendentemente dal fatto che la persona minorenne avesse o no dato un consenso: in questo caso, infatti, la o il minore non è considerato in grado di dare un consenso legalmente valido.
È inoltre illegale compiere atti sessuali in presenza di una persona minore degli anni 14 con l'intenzione di farla assistere, anche se la persona minorenne non partecipa a questi atti.
Infine, la legge non permette di offrire denaro a un/a minorenne per indurla/o ad atti sessuali, pertanto sono illegali i rapporti di prostituzione con una persona minore di 18 anni.
La verifica dell'età del/la partner minore spetta al/la partner eventualmente maggiorenne. L'articolo Art. 609-sexies specifica che:
« Quando i delitti previsti negli articoli 609-bis, 609-ter, 609-quater e 609-octies sono commessi in danno di persona minore di anni quattordici, nonché nel caso del delitto di cui all'articolo 609-quinquies, il colpevole non può invocare, a propria scusa, l'ignoranza dell'età della persona offesa. »
In Italia, a differenza di quanto accade in alcune nazioni, la legge non distingue fra età del consenso per gli atti eterosessuali e per quelli omosessuali.

Un ragazzo gay o una ragazza lesbica di 13 anni può avere rapporti sessuali con un gay o una lesbica di 13 anni, di 14, 15, 16 anni; un gay o una lesbica di 14 anni possono non essere legati/e all'età del/della partner purchè fra i due non ci sia un ruolo di autorità, in tal caso devono avere almeno 16 anni.

Alla luce di questo fatto un giovane gay adolescente può frequentare le zone di battuage per cercare eventuali partner e/o compagnia, quello che non può fare, fino alla maggiore età, è prostituirsi.

Notare al battuage gay adulti in compagnia di gay adolescenti, o di eterosessuali adolescenti non può assolutamente costituire un reato. Due, nel caso, possono essere le eventuali sanzioni: atti osceni in luogo pubblico, se i due decidessero di fare sesso all'aperto o in macchina senza oscurare i finestrini, e prostituzione minorile, se fra i due ci fosse un rapporto di pagamento per la prestazione sessuale. A questa poi ovviamente si legherebbe lo sfruttamento da parte di qualcuno/a del minore gay in questione.

E' comunque l'ora di smetterla con i vecchi stereotipi maschilisti e patrialcal-fascisti del ragazzo di 14 anni che va con una donna e dimostra così di essere sveglio, della ragazza di 14 anni che va con un uomo ed è per questo una sgualdrina, di un gay di 14 anni che va con uomo che per questo è pedofilo, chissà perchè la società discrimina sempre le lesbiche omettendole continuamente!! Ed anche di dire basta alla visione sessuobica e medioevale della Chiesa Cattolica che continua a fuorviare persone, in particolare i/le giovani, invitando ad essere casti/e piuttosto che ad usare correttamente il preservativo. Tanti e tante ancora oggi gli/le adolescenti eterosessuali convinti/e che il profilattico serva solo a evitare una gravidanza e a ritenere l'AIDS un problema dei gay. Non c'è una sessualità corretta perchè monoganica, ed una scorretta perchè vissuta con tanti/tante partner diversi/e. Basta con il dare spazio a chi sempre vuole gestire l'autodeterminazione del proprio corpo e poi purtroppo spesso "predica in un modo e poi sotto sotto magari razzola in un altro".

Se i/le residenti della zona vicina al battuage dell'Interporto o il presidente Napolitano hanno prove certe su quanto tanto denunciato, veramente li/le/lo invitiamo a rivolgersi alle forze dell'ordine segnalando tutte le persone coinvolte nella baby-prostituzione, speriamo che sia qualcosa di più rispetto ad osservazioni dal balcone del quinto piano!!!

Inoltre aggiungiamo di seguito chiarimenti sulla PEDOFILIA, al fine di dare tutte le informazioni utili ed evitare che si propaghino ulteriormente idee fuorvianti in merito.

Allora quando si deve parlare ed anche si può parlare e pertanto denunciare senza dubbi CASI DI PEDOFILIA? http://it.wikipedia.org/wiki/Pedofilia

L’attrazione sessuale - in qualche misura - verso i bambini e/o le bambine non è sufficiente per la diagnosi di pedofilia. La psichiatria (secondo il criterio DSM IV-TR) definisce pedofili/e solo quelle persone, aventi più di 16 anni, per le quali i bambini o le bambine costituiscono l’oggetto sessuale preferenziale, o unico. Occorre inoltre che il sintomo persista in modo continuativo per almeno 6 mesi. Non si considera pedofilia il caso di persone maggiorenni quando la differenza di età rispetto al minore è meno di 5 anni. Non sono da considerare pedofili i soggetti attratti principalmente da persone in fasce di età pari o superiori ai 14 anni

Riteniamo che oltre una generale scarsa informazione, il desiderio razzista e discriminatorio di alcuni/e dei/delle residenti della zona vicina al battuage che non vogliono avere fra i piedi gay che vivono alla luce del sole la propria natura, possibili piani di investimenti nell'area, la fretta di scrivere articoli da prima pagina, abbiano, mescolandosi e confondendo i piani, generato una situazione possibilmente pericolosa. Auspichiamo che il delirio di eventuali ronde punitive (per cosa?) non colpisca alla fine persone non colpevoli di atti, che se anche dovessero essersi verificati, certo non riguardano automaticamente l'intera popolazione gay di Prato. Rinnoviamo la nostra richiesta inoltrata al sindaco della città e al prefetto affinchè non accadano fatti spiacevoli purtroppo già successi altrove, per esempio Torre del Lago due anni fa, quando un gruppo di idioti neofascisti richiamati dal putiferio giornalistico a Viareggio decisero di stuprare una donna lesbica dicendole che lo facevano proprio perchè lei era lesbica!
VENERDì 24 AGOSTO DAL TIRRENO
Alle parole del presidente dell'Interporto Antonio Napolitano, che tre giorni fa ha denunciato la presenza di pedofili nel parcheggio della struttura che dirige, hanno risposto in tanti. Una levata di scudi "gaya", per ribadire che l'omosessualità non ha niente a che fare con la pedofilia.
«OMOSESSUALI MA NON PEDOFILI»
Le associazioni gay: << Agli Alcali per conoscersi>>
di FRANCESCA GORI
Prato. Gli omosessuali pratesi all'Interporto ci vanno. Soprattutto la sera, per incontrarsi, per conoscere amici, per scambiare due parole. Per sapere che la zona vicina al lago degli Alcali è frequentata anche da gay pratesi, non serve certo internet. Da anni, infatti, soprattutto la sera, le automobili si fermano lì. Cinque o sei, di solito, a volte anche una quindicina. Ma l'accostamento tra il "battuage", tecnicamente un luogo d'incontro tra persone dello stesso sesso e la pedofilia e la prostituzione minorile, agli omosessuali pratesi non va proprio giù. Perchè così non è.
Alle parole del presidente dell'Interporto Antonio Napolitano, che tre giorni fa ha denunciato la presenza di pedofili nel parcheggio della struttura che dirige, hanno risposto in tanti. Una levata di scudi "gaya", per ribadire che l'omosessualità non ha niente a che fare con la pedofilia.
<< L'Interporto è da tempo luogo di appuntamenti - spiega Paolo - ma è sbagliato dire che i gay che si ritrovano lì vanno poi a far sesso sotto gli occhi di tutti e magari con dei ragazzini. Ci troviamo con le nostre auto, parliamo seduti sulle panchine. Se qualcuno poi vuol fare sesso, va vicino al laghetto, che è lontano da occhi indiscreti. E' impossibile vedere, siadalla strada che dagli appartementi >>
A detta dei ragazzi del Comitato Gay e Lesbiche Prato, agli omosessuali, per conoscersi, spesso non restano che luoghi come l'Interporto. Perchè anche a Prato la discriminazione omofoba c'è, e il clima da caccia delle streghe è diventato un'isteria collettiva che fa venir loro l'orticaria.
<< Se il presidente dell'Interporto ha prove che in quel luogo si aggirano pedofili in compagnia di minorenni - dice Andrea, via email - vada alla magistratura e denunci un reato così grave. Se così non è, si scusi pubblicamente per aver associato il reato di pedofilia alla frequentazione di persone dello stesso sesso >>.
Al coro di proteste che si sono levate in questi giorni, c'è anche quella di Alessio De Giorgi, consigliere contro le discriminazioni sessuali della Regione Toscana. << All'Interporto di Prato ci vanno più uomini bisessuali che gay dichiarati - dice - più padri di famiglia che gay, che cercano incontri occasionali non a pagamento, perchè questo spesso è l'unico modo che hanno per vivere la propria omosessualità >>.
La conferma alle parole di De Giorgi arriva da Luciano. << All'Interporto troviamo spesso uomini che hanno mogli e figli a casa - dice - e che quindi non possono esibire alla luce del sole la propria omosessualità. Ma ci sono anche tanti ragazzi che si scoprono omosessuali, ma che ancora non hanno fatto outing. E un posto isolato è sicuramente più sicuro per incontrare persone che hanno fatto lo stesso percorso >>.
Di bambini fra le braccia di anziani e di baby prostituti per soddisfare omo e bisessuali a caccia del rapporto facile, i gay pratesi non ne hanno mai visti.
<< Da anni frequentiamo quel posto - dicono - e sospetti non ne abbiamo mai avuti. Anche perchè, se avessimo visto qualcosa, a denunciarlo alle forze dell'ordine ci saremmo andati noi >>.
 
COMITATO TERRA DI NESSUNO
<< Già noti da tempo gli scambi e la prostituzione maschile >>
di Miriam Monteleone
Prato Come dice il detto: << Hanno scoperto l'acqua calda >>. I giri particolari denunciati all'Interporto non sono certo una novità, anche se il presunto traffico di pedofili continua ad essere oggetto di scandalo e indagine. Giovanna Bogani, presidente del comitato Terra di Naessuno, in una lettera ai quotidiani locali interviene sullo scandalo agli Alcali, con un pizzico di disappunto per lo stupore manifestato da molti dopo la denuncia del presidente Antonio Napolitano. << Non mi riferisco ai casi di pedofilia - puntualizza Bogani - a parte un via vai di ragazzini stranieri sulla ciclabile, io non li ho mai visti appartarsi con anziani nè mi sono addentrata nella zona del laghetto. Sanno tutti che è poco raccomandabile, c'è sempre qualcuno che vuole venderti della roba o che ti chiede se cerchi compagnia >>. <<Ci meraviglia piuttosto - qui scrive a nome del comitato - questo improvviso interesse, in quanto come singoli cittadini avevamo già segnalato più volte il problema degli scambi e della prostituzione omosessuale all'amministrazione comunale, alla Circoscrizione Est, all'Urp e ad alcuni assessori e nessuno si era mai mosso in maniera risolutiva >>.
 
INTERVENTO: CREIAMO AREE PER GLI INCONTRI
Leonardo Becheri (capogruppo Rifondazione Comunista Comune Prato)
Ci son parole leggere come piume, altre pesanti come montagne. Quelle che ho letto sulla stampa di ieri sono del secondo tipo. Premetto che non conosco approfonditamente la realtà "incontristica" dell'interporto ma ritengo comunque che si debba stare molto attenti, perché si può ingenerare in chi legge gli articoli usciti ieri - certamente senza che chi ha dichiarato e scritto ne avesse intenzione - una equiparazione fra gay e pedofilia che ci riporterebbe al medio evo, equparazione che purtroppo ancora oggi trova a livello nazionale tanti sostenitori. Se in quell'area vi è prostituzione con minorenni, chi lo sostiene lo comunichi alla magistratura, ma lanciare un anatema pubblico così su delle impressioni mi pare un po' troppo e un po' sospetto. Se invece si tratta di incontri fra omosessuali, magari potrà pure non essere gradito a qualcuno, ma non mi sembra che si possa chiedere interventi draconiani contro un qualcosa che fino a prova contraria è del tutto legittimo. Mi sorge una domanda: come mai nessuna levata di scudi - e per fortuna che non c'è stata ! - contro luoghi analoghi frequentati da eterosessuali ? Perché non creare "aree di incontro" specificamente deputate a questo, come avviene già in altre realtà d'Italia e della Toscana ?. Un ultima riflessione mi sia consentita: vi sarà anche del degrado in alcune aree cittadine, ma se metto in fila vari fatti mi sorge un dubbio: se prendo la campagna anti degrado di queste settimane (come se Prato fosse Milano violenta anni 70), la festa del cocomero che non c'è più per varii motivi, ora la sparata del presidente dell'interporto Napolitano, tutto ciò sembra quasi rispondere a due esigenze, quelle di dare un immagine di civitas etica, in cui tutto è bello e tranquillo senza accorgersi che il vero pericolo è che (magari con begli interventi urbanistiici tipo piazza mercatale) che questa città si trasformi in un non luogo senza radici e peculiarità, la seconda: siamo alla riapertura delle attività produttive e non ho sentito un analisi su quante rimarranno chiuse, quale siano le prospettive del prossimo anno di lavoro ecc. A me, sarò un passatista, ma colpisce di più un operaio disoccupato che due gay che si incontrano all'interporto.

SPERANDO IN UNA CONCLUSIONE DELLA VICENDA ...

Come COMITATO GAY E LESBICHE PRATO ringraziamo Francesca Gori e la redazione de IL TIRRENO e de IL CORRIERE DI PRATO per aver chiarito la faccenda "presunta pedofilia al battuage dell'interporto" dando spazio a noi e a quanti/e si sono opposti/e ad un accostamento aberrante che avrebbe potuto causare danni a persone innocenti. Ci auguriamo e speriamo che i/le residenti della zona comprendano che denunciare presunti casi di pedofilia con l'obiettivo di non vedere gay visibili vivere la propria vita è illegale e ingiusto. "Teste calde" potrebbero sfogare personali frustrazioni proprio sui gay che si trovano all'Interporto, compiendo di fatto un reato.

Come gruppo di gay e lesbiche pratesi ci impegniamo sia a denunciare eventuali casi di abusi su minori, di cui dovessimo venir casualmente a conoscenza (non siamo la Digos), in quanto siamo cittadini e cittadine onesti/e che di fronte a qualsiasi atto illecito (fosse un furto, un incendio doloso o altro) sanno rivolgersi a chi di dovere. Altrettanto onestamente diciamo alla cittadinanza che segnaleremo alla questura e ai carabinieri qualsiasi atto di violenza e discriminazione un gay, una lesbica, un/una bisessuale, un/una trans dovesse subire, qualsiasi impedimento illegale dovesse esserci nel frequentare il e i battuage, compreso l'Interporto. Non siamo responsabili del comportamento di singole persone GLBT (gay lesbiche bisex trans) di Prato, tuttavia preghiamo chiunque di segnalare a chi concretamente poi può intervenire casi di infrazione della legge.

Capiamo possibili disagi dei/delle residenti, ma non si deve gridare al mostro per segnalare confusione, suonerebbe corretto denunciare la frequentazione giovanile delle piazze del centro città dicendo che è un covo di spacciatori di droga e di piccoli/e criminali al fine di non aver chiacchiericcio notturno?

Noi gay, lesbiche siamo sempre più visibili, vogliamo che anche in Italia vengano fatte leggi europee e non vediamo l'ora di poter celebrare realmente il primo matriminio omosessuale nella nostra città. Un Comune che ancora non ha un registro delle unioni civili. Naturalmente inviteremo tutti/e i/le residenti della zona vicino all'Interporto, compreso il presidente Napolitano che forse non pensava a reazioni decise. Non rinunceremo alla nostra vita e vi invitiamo a provare a conoscere per evitare di discriminare, siamo a disposizione vostra e del resto della città per chiarimenti e spiegazioni. In base alle statistiche dal 5 al 10% della popolazione è gay e lesbica, quanti sono a questo punto i gay e le lesbiche che vivono vicino a voi? Che fanno parte delle vostre famiglie e/o delle vostre amicizie? Provate a pensare ai gay dell'Interporto in questi termini.

In conclusione NO ALLA PEDOFILIA, OMOSESSUALE O ETEROSESSUALE, SI' ALLA PIENA REALIZZAZIONE DELLA VITA DI TUTTI E TUTTE INDIPENDENTEMENTE DALL'ORIENTAMENTO SESSUALE.

COMITATO GAY E LESBICHE PRATO - info@gayelesbicheprato.it

 

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