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DOCUMENTO inviato a Canale10 dopo una trasmissione. Siamo stati/e contattati/e dall'emittente che avrebbe organizzato una seconda puntata sul tema dell'omosessualità invitandoci a partecipare.


All'attenzione del dottor Giovanni Mucci

I gay e le lesbiche del Comitato GLBT (gay, lesbico, bisex, trans) pratese chiedono a Lei di precisare meglio durante la trasmissione di oggi che le idee espresse dalla signora Anna Vitale il giorno 3 aprile su Canale10 nel programma sui DICO erano esagerate, fuorvianti, apertamente discriminatorie e razziste.

Sono anni che l'omosessualità non è considerata una malattia, non deriva da alcun disturbo psicologico, affettivo, ambientale e non è uno squilibrio ormonale. È impressionante che nel 2007 ci siano ancora persone che sostengono idee talmente retrograde e discriminatorie. Le facciamo presente che la Toscana si è dotata di una legge (ne può prendere visione sul nostro sito) antidiscriminazione e che le varie associazioni e gruppi della nostra regione stanno collaborando con l'assessore Agostino Fragai perché i vari articoli della suddetta normativa trovino finalmente applicazione. Fra i campi dell'applicazione c'è anche far intervenire il CORECOM per controllare eventuali espressioni discriminatorie in TV e sugli altri mezzi di comunicazione.

Siamo convinti/e che lei condivida la nostra posizione e che le parole della signora Anna Vitale sono direttamente responsabilità di chi le ha pubblicamente espresse in uno spazio televisivo, tuttavia non possiamo non farle presente che la trasmissione è stata mal costruita. In particolare ci siamo chiesti/e come mai nessuno/a abbia pensato di chiamare gay e lesbiche per dibattere dei propri diritti. Comprendiamo la scelta di convocare esponenti politici regionali di Destra e di Sinistra, tuttavia la presenza della signora Vitale ha fortemente squilibrato la discussione ed il messaggio è stato parziale. Il massimo grado di positività nelle risposte all'omofobia decantata con molto orgoglio è arrivata dal consigliere dei Verdi, tuttavia si trattava di un concetto errato basato sul giudizio che essere gay e lesbiche è una tendenza. Questo fatto rimanda sempre ad una scelta, mentre l'orientamento sessuale è un elemento naturale; gay e lesbiche si nasce non si diventa né per moda né per abitudine né per conformismo né per gioco.

Ecco perché la trasmissione sarebbe potuta essere stata pensata meglio, si sarebbe potuto evitare di creare una situazione spiacevole, uno spazio che ha potenzialmente aggiunto confusione e problemi, un appesantimento ulteriore della vita e delle vite dei gay e delle lesbiche.

I programmi TV giungono in modo indiscriminato nelle case delle persone e ci lascia perplessi/e che nessuno/a pensi al male che potete fare. Non vogliamo che si parli sempre dell'omosessualità legandola alla sofferenza, noi viviamo con serenità la nostra natura ed i problemi casomai quotidiani scaturiscono dalla scarsa civiltà di molte persone piuttosto che da mancanza di nostra autostima. Nonostante questo però sono ancora tanti i gay e tante le lesbiche che vivono rapporti conflittuali con la famiglia e durante il periodo dell'infanzia e dell'adolescenza questa situazione può portarli/le a momenti difficili, a vivere addirittura esperienze tristi. Come potranno pensare di far del male al proprio figlio gay o alla propria figlia lesbica genitori che, avendo ascoltato la sua trasmissione si dovessero essere rafforzati nella convinzione che l'omosessualità sia un disturbo contro natura e come tale vada curato? Non sente lei la responsabilità di questa potenziale sofferenza?

Non vorremmo sembrarle "ottusi/e integralisti/e" (tra l'altro proprio noi ci scusi), ma si immagini di ricreare la stessa situazione della trasmissione sui DICO con un altro tema. In studio potrebbero essere presenti politici di Sinistra e Destra a dibattere di immigrati/e ed invitato/a sul trono un/una esponente di Forza Nuova razzista e dichiaratamente contro la presenza di cittadini/e stranieri/e sul nostro territorio. Pensi poi alla risposta "positiva" che essere straniero in definitiva è una scelta, un cittadino o una cittadina cinese per esempio potrebbero anche cercare di essere un po' meno evidentemente cinesi, no? Oppure potrebbero essere liberi/e di essere cinesi a casa loro, nel privato.

Secondo noi per discutere di un argomento che qui, in Italia, paradossalmente crea ancora così tanti problemi c'è bisogno di molta chiarezza ed onestà. Siamo in contatto con realtà associative e di gruppo dell'area fiorentina e sarebbe stato opportuno contattare uno/a o più di questi gay e/o queste lesbiche impegnati/e per i diritti dei/delle cittadini/e GLBT al fine di dare informazioni giuste e corrette.

Tempo fa abbiamo segnalato discorsi omofobi ascoltati in una trasmissione di TV Prato39, abbiamo deciso di coinvolgere il movimento GLBT italiano, cioè le tante associazioni e gruppi che operano in Italia e i vari livelli istituzionali locali, abbiamo quindi ricevuto davvero molta solidarietà.

La ringraziamo e nella speranza di poter sentire una precisazione riguardo al fatto accaduto il 3 aprile, le auguriamo buon lavoro. Siamo infine convinti/e che se mai l'argomento dovesse essere trattato nuovamente, Canale10 e lei vi prodigherete affinché i contenuti sia lontani da omofobia e razzismo.


Prato, 5 aprile 2007 Comitato Gay e Lesbiche Prato