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Lettera al presidente di Interporto, Antonio Napolitano, inerente la sua denuncia a mezzo stampa di un presunto giro di pedofilia nella zona del "battuage" vicino all'interporto di Prato.


Alla cortese attenzione del signor Antonio Napolitano,
Presidente dell'Interporto di Prato

Per conoscenza
all'attenzione
del Prefetto di Prato Eleonora Maffei
del Sindaco di Prato Marco Romagnoli
delle Istituzioni di Prato
delle Associazioni GLBT (gay e/o lesbiche e/o bisex e/o trans) italiane
della stampa e dei mezzi di informazione

Egregio signor Antonio Napolitano,


siamo cittadini e cittadine di Prato del Comitato Gay e Lesbiche Prato, un gruppo di gay e lesbiche che da quasi due anni hanno dato vita ad una realtà GLBT (gay lesbica bisessuale trans) nella città di Prato al fine di combattere ogni forma di discriminazione, razzismo e violenza nei confronti delle persone GLBT, di promuovere momenti di incontro e socialità, di eliminare ogni pregiudizio che riguardi l'orientamento sessuale e l'identità di genere.


Il nostro Comitato si propone anche di favorire la conoscenza delle problematiche, della/e realtà GLBT e il confronto con le istituzioni locali per migliorare la qualità della vita delle persone gay, lesbiche, bisex, trans nell'ottica che la piena integrazione delle persone rende la società un luogo accogliente per tutti e tutte, omosessuali ed eterosessuali.

Abbiamo letto con stupore la denuncia da lei fatta alle autorità competenti di episodi ripetuti di abusi sessuali e prostituzione minorile che sarebbero accaduti ed accadrebbero nella zona dell'Interporto di Prato, luogo di incontro di persone omosessuali, come ce ne sono in ogni città italiana e del mondo.


Tali siti, di solito in zone appartate e tranquille, sono scelti dai gay perché spesso è l'unico modo per fare nuove conoscenze sia per amicizia sia per trovare eventuali partner, evitando così i pericoli causati da atteggiamenti omofobici sempre più frequenti nelle cronache locali e nazionali. In genere le persone eterosessuali utilizzano vari spazi per poter incontrare il/la partner, i/le amici/che, dai luoghi di lavoro, ai luoghi di ritrovo pubblici o semplicemente passeggiando per le vie della città. Nessuna persona si scandalizza oggi nel vedere una coppia eterosessuale baciarsi in pubblico, scambiarsi coccole; purtroppo invece, e non per nostra scelta, la stessa cosa non sempre, quasi mai, è possibile per una coppia gay o lesbica. Il rischio di divenire ingiustamente e illegalmente oggetto di scherno e derisione o peggio di subire atti di violenza, anche fisica, è alto.

Quelli che in gergo si chiamano "battuage" (finto francesismo per indicare luoghi di incontro all'aperto) rappresentano da sempre il risultato di questa realtà in cui vivono i gay e lesbiche, nonostante l'indubbia evoluzione che negli ultimi anni ha portato ad una maggiore visibilità e libertà delle persone GLBT.

Confondere questi luoghi con la prostituzione minorile e con la pedofilia è gravemente lesivo della dignità delle persone omosessuali, mortifica la lotta contro ogni forma di discriminazione legata all'orientamento sessuale ed aumenta pericolosamente i comportamenti omofobici e violenti che persone squilibrate possono perpetrare ai danni delle persone GLBT.

Francamente non ci risulta che nella zona dell'Interporto si siano verificati o si verifichino episodi di pedofilia e nel caso lei sia in possesso di informazioni e/o documentazione al riguardo, la invitiamo a segnalare alle forze dell'ordine le persone coinvolte in tali gravi reati, evitando però di coinvolgere le persone GLBT che frequentano quel luogo senza infrangere alcuna legge e senza incorrere in alcun tipo di reato. Eventuali atti osceni in luogo pubblico che possano occorrere devono essere sanzionati per legge, come avviene anche per gli incontri eterosessuali, ma non possono essere assolutamente confusi con la pedofilia né con la prostituzione, essendo il battuage un luogo di libero incontro non mercenario fra gay consenzienti.

Richiediamo quindi un incontro con lei per chiarire i motivi della sua denuncia che ha accomunato le persone GLBT ai pedofili con l'inconsapevole effetto di contrastare il diritto delle persone di incontrarsi liberamente e normalmente, fomentando così sentimenti omofobi e ingiustamente discriminatori nei confronti di tutta la comunità gay e lesbica della città di Prato.

Attendiamo una sua risposta positiva alla nostra richiesta di incontro e nell'attesa le inviamo i nostri più cordiali saluti.

Prato, 23 agosto 2007

Comitato Gay e Lesbiche Prato