COMITATO
GAY E LESBICHE PRATO
Allattenzione
delle associazioni,
gruppi di gay e/o lesbiche e/o bisessuali e/o trans
che compongono
la pluralità del Movimento GLBT in Italia
di Aurelio
Mancuso (Arcigay) e di Francesca Polo (Arcilesbica)
del Comitato
Bologna Pride
della rete
Facciamo Breccia, dei/delle singoli/e, gruppi ed associazioni
che ne fanno parte
di Graziella
Bertozzo
OGGETTO:
Comunicato del Comitato Gay e Lesbiche Prato
Le
lesbiche e i gay del Comitato Gay e Lesbiche Prato intendono esprimere
attraverso questo Comunicato le riflessioni generali e specifiche
su quanto accaduto prima, durante e dopo il Pride Nazionale a
Bologna.
Un elemento rilevante è la nostra solidarietà a
Graziella Bertozzo, con la quale condividiamo l'attivismo e il
sostegno ai temi portati avanti da Facciamo Breccia e sicuramente
in prima linea anche da lei.
La nostra è un'associazione giovane, ma sappiamo che la
nostra esistenza deve un GRAZIE a chi, come Graziella, da anni
porta avanti il Movimento GLBT, con la propria vita, con il proprio
sudore, con le risa, le lacrime, la testardaggine e la resistenza,
l'opposizione ferma a qualsiasi forma di razzismo, di fascismo
e di clerical-fascismo, di violenza. Un grazie al suo impegno
volontario e disinteressato affinché tante persone possano
beneficiare un giorno di uno stato migliore rispetto a quello
di oggi.
Nel
nostro statuto associativo abbiamo voluto ribadire il legame che
intercorre fra impegno per i diritti di lesbiche, gay, bisessuali,
trans e l'antirazzismo, l'antifascismo, l'anticlericalismo, la
lotta del movimento delle donne. La violenza portata avanti dalla
Destra neofascista e clericale nonché dal Vaticano ha la
stessa matrice e affonda le sue radici nella violenza maschile
sulle donne, nella xenofobia, nell'omofobia, lesbofobia, e transfobia.
Per questo motivo riteniamo che non si possa dialogare con quelle
realtà che negano i principi fondanti della nostra democrazia,
come p. es. i gruppi neofascisti, xenofobi e razzisti, perché
ciò significherebbe rinnegare i principi e i valori in
cui crediamo e per i quali ci battiamo.
Purtroppo assistiamo ad episodi preoccupanti di intolleranza politica
o di vera e propria violenza e discriminazione nei confronti delle
minoranze, talvolta anche più deboli ed emarginate, vittime
di questa nuova ondata razzista, xenofoba e omofoba.
Gli esempi potrebbero essere innumerevoli, ma ci fanno sentire
particolarmente indignati/e l'episodio accaduto in piazza San
Pietro agli/alle attivisti/e di Facciamo Breccia durante lo scorso
Pride Roma 2008, fermati/e per aver srotolato pacificamente uno
striscione e denunciati/e per manifestazione non autorizzata,
la vicenda accaduta sotto il palco del Pride nazionale Bologna
2008 all'amica Graziella durante l'intervento di Porpora Marcasciano,
le dichiarazioni sorprendenti della ministra Carfagna al suo esordio
di governo, il progetto leghista di raccolta delle impronte digitali
di cittadini e cittadine rom.
Non riteniamo in alcun modo condivisibile l'intervento di polizia
per evitare che Graziella portasse avanti lo srotolamento d'uno
striscione che aveva fatto sfilare con noi nel corteo del Pride
e che rivendicava un fatto importante nella storia del Movimento
GLBT italiano.
Ed in ogni caso è da ritenere spiacevole che sotto il palco
di un Pride una donna lesbica sia stata portata via a quel modo,
ci è sembrata una reazione esagerata e sfuggita di mano.
Ed infatti all'inizio pensavamo che quanto accaduto sarebbe stato
gestito proprio come un malinteso.
Prima
del Comunicato del Direttivo del Bologna Pride avremmo voluto
semplicemente chiedere alle lesbiche, ai gay, alle/ai bisessuali,
alle/ai trans che hanno organizzato il Pride a Bologna, evento
pacifico, soltanto di festa per alcune persone, anche di TESTARDA
rivendicazione di PARITA' DIGNITA' LAICITA' per altre, di chiarire
prima possibile quanto accaduto.
Ci sembra purtroppo grave che il Comunicato del Bologna Pride
non abbia chiarito la spiacevolezza di quanto accaduto ed abbia
avallato un'accusa del tutto infondata nei confronti di Graziella.
Un
altro fatto importante che si è poi aggiunto è stato
il Comunicato di Aurelio Mancuso che rappresenta Arcigay e di
Francesca Polo che rappresenta Arcilesbica.
Dai Comunicati si evince la criminalizzazione di FACCIAMO BRECCIA,
a cui il Comitato Gay e Lesbiche Prato ha aderito fin dall'inizio,
come tentativo di zittire le molte realtà GLBT che non
si sono mai riconosciute o non si riconoscono più nel percorso
politico di Arcigay ed Arcilesbica, e che non si vergognano mai
di aver chiesto, di chiedere, di pretendere sempre PARITA' DIGNITA'
LAICITA'. Ricordiamo peraltro che quest'ultima rivendicazione,
divenuta poi uno slogan politico particolarmente incisivo ed efficace
di tutto il movimento è entrata a pieno diritto nelle piattaforme
dei Pride anche e soprattutto grazie al sostegno di FACCIAMO BRECCIA.
In
questi comunicati si legge che FACCIAMO BRECCIA, e quindi il coordinamento
nelle varie realtà anche GLBT che lo compongono e sostengono,
realtà non tutte di Bologna, non ha collaborato al Pride
Nazionale di Bologna. Parlando di collaborazione, ci sentiamo
di ricordare alcuni avvenimenti passati che hanno contribuito
a determinare lo svolgersi di fatti attuali:
Il
percorso che ha portato al Pride Nazionale Unitario a Roma l'anno
scorso e a quello Nazionale a Bologna quest'anno è iniziato
con una riunione a Roma che ha escluso molte realtà presenti
invece agli Stati Generali il 30 settembre 2006. Non sappiamo
se sia stata una scelta determinata oppure una semplice svista,
sta di fatto che la nostra associazione ha accettato quanto deciso,
suo malgrado, da altre parsone e associazioni. Il Comitato Gay
e Lesbiche Prato ha sempre sostenuto la necessità di avere
i Pride Nazionali nella capitale, nessuno/a a gennaio 2007 ci
ha chiamate/i. Tuttavia abbiamo partecipato alla creazione di
un pride unitario, terminato il quale purtroppo siamo stati/e
esclusi/e ancora una volta dalla discussione con il senatore Salvi
a proposito dei CUS. Nessuno/a di noi aveva dato delega di rappresentarci
ad Arcigay ed Arcilesbica.
Abbiamo partecipato ad una riunione il 6 aprile 2008 a Roma presso
il Circolo Mario Mieli ed abbiamo espresso nuovamente il disagio
per la nostra esclusione, tuttavia abbiamo condiviso che il Pride
a Roma fosse locale e che il Nazionale fosse a Bologna. Questo
anche perché alla fine della suddetta riunione la delegazione
del Comitato Bologna Pride aveva affermato che avrebbe indetto,
presumibilmente in data 20 aprile, una riunione aperta a Bologna
per prendere parte ai lavori per la piattaforma del Pride. Non
ci risulta di essere mai state/i coinvolte/i, non ci è
mai giunta nessuna comunicazione per promuovere il Pride Nazionale,
né ci è stato chiesto di esprimerci per esempio
su temi come il puraido di Italo che non avremmo mai potuto né
concepire né condividere e che ha determinato una reazione
di grande stupore in molte associazioni e gruppi GLBT. Il Pride
è sì momento di festa e rivendicazione per tante
e tanti, ma Italo, da "buon" neofascista, non avrebbe
partecipato a questa gioia; più probabilmente avrebbe tentato
di bloccare il Pride come accaduto due anni fa a Catania.
La
nostra associazione partecipa a FACCIAMO BRECCIA fin dall'inizio,
ma da quanto si legge da Aurelio Mancuso e Francesca Polo saremmo
state/i più di peso al Movimento che "fermento".
Il
Comitato Gay e Lesbiche Prato non si è mai ritrovato nella
politica di Arcigay ed Arcilesbica e non riteniamo necessario
che il Movimento GLBT italiano debba essere rappresentato da una
sola voce. La stessa FACCIAMO BRECCIA non è da noi vissuta
come un'alternativa ad Arcigay/Arcilesbica e da che ci risulti
non lo è mai stata.
Di volta in volta abbiamo ritenuto di partecipare alle manifestazioni
promosse da FACCIAMO BRECCIA, abbiamo sfilato ai Pride nello spezzone
di NO VAT.
Noi del Comitato Gay e Lesbiche Prato vogliamo un Movimento GLBT
nazionale plurale e unitario ad un tempo (modello che ci pare
presente in FACCIAMO BRECCIA) e non un Movimento unitario "istituzionalizzato"
fittizio che si impone come unico referente politico di tutto
il mondo GLBT. Il nostro desiderio è di poter partecipare
con le nostre specificità e di poter essere fermento politico
rilevante.
Affermiamo inoltre che la mancanza di dialogo e di discussione
all'interno del Movimento GLBT nazionale e ancor peggio le lotte
interne e gli ostracismi, come quello accaduto in questa occasione
con la criminalizzazione di FACCIAMO BRECCIA, non portano sicuramente
vantaggi al perseguimento degli obiettivi comuni che sono e restano
l'affermazione e la rivendicazione dei diritti civili di gay,
lesbiche, bisessuali e trans contro ogni discriminazione ed emarginazione.
Chiediamo
quindi:
al
Direttivo del Comitato Bologna Pride di chiarire un episodio uscito
fuori controllo e che secondo noi è scaturito dalle divergenze
fra Arcigay-Arcilesbica e FACCIAMO BRECCIA e che purtroppo la
vicenda di Graziella Bertozzo ha in qualche misura catalizzato.
Un episodio che sicuramente si sarebbe dovuto gestire diversamente,
come divergenza nel modo di manifestare, non come attacco fisico
e violento rivolto allo svolgimento del Pride, alla stessa stregua
di un'incursione di fascisti di Forza Nuova.
Ad
Aurelio Mancuso e Francesca Polo, ad Arcigay ed Arcilesbica, chiediamo
di chiarire meglio quanto espresso nel loro Comunicato poiché
l'attacco rivolto a FACCIAMO BRECCIA ci investe direttamente e
sicuramente viene percepito e vissuto come ennesimo tentativo
di voler prevalere come sola voce nel rapporto con la politica.
Inoltre
riteniamo che i chiarimenti debbano esserci prima di tutto per
impedire che Graziella Bertozzo subisca una denuncia infondata
da parte delle autorità, fatto che sarebbe di grave ingiustizia
per una persona che tanto si è prodigata nella sua vita
per la causa del Movimento GLBT di questo paese.
Infine ad Arcigay e Arcilesbica chiediamo che non venga criminalizzato
il fatto di avere un'altra idea di manifestare al Pride e soprattutto
che si tenga conto delle peculiarità dei diversi Movimenti
GLBT. Esprimendo il nostro dissenso nei confronti di Arcigay non
ci auguriamo ovviamente che tale movimento scompaia, ma che rispetti
il fatto di non essere la sola realtà rappresentativa degli
ideali portati in corteo da tutte tutti e tutt* ai Pride.
Prato,
li 07 luglio 2008
Consiglio
Direttivo Allargato del Comitato Gay e Lesbiche Prato