2006 creato da Emanuele Bresci
 
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Occhio alla civetta è il nome di un programma in onda su TV Prato 39 ogni giorno (domeniche e ricorrenze escluse) a cura del signor Ubaldo Mascii, una rassegna di notizie tratte dai seguenti quotidiani: La Nazione, Il Tirreno, Il Corriere, la Repubblica ed Avvenire. Le notizie vengono commentate da Ubaldo Mascii che le sottolinea al pubblico dando la sua opinione in merito. Occhio alla civetta è in onda alle 10,00 del mattino e in replica il pomeriggio alle 14,30.

All'attenzione del signor Ubaldo Mascii

Gentilissimo signor Ubaldo Mascii,
le scrivo dopo aver casualmente visto la puntata del suo programma di martedì 5 luglio 2005. Durante la suddetta trasmissione ha informato il pubblico delle dichiarazioni dell'on. Pera riguardo la legge approvata in Spagna che allarga i diritti degli eterosessuali anche agli omosessuali. Non comprendo bene né il disappunto dell'on. Pera né il suo, per quale motivo una legge che adesso comprende tutti al di là del proprio orientamento sessuale dovrebbe scandalizzarla o preoccuparla? In che cosa questo comprendere sia le persone eterosessuali che i gay e le lesbiche dovrebbe togliere qualcosa alle famiglie tradizionali? Trovo che il suo affermare l'impossibilità di una normativa simile in Italia grazie a una forte tradizione non sia un indice di grande modernità, non fa altro che confermare l'inadempienza italiana (non toscana) nel dotarsi di una legge antidiscriminazione come previsto dall'Unione Europea. Tra l'altro sia io che lei paghiamo entrambe le tasse allo Stato, lei da uomo eterosessuale ed io da gay … fa qualche differenza allo Stato questo aspetto? Prima di affermare che la Spagna non ha fatto bene a dotarsi di una legge giusta per tutti … si è informato di quanti omosessuali hanno avuto problemi perché nessuno qui in Italia riconosce legalmente le unioni gay e lesbiche? Forse lei ancora ritiene l'omosessualità una sorta di capriccio, una moda, un atteggiamento codardo o estremo … magari informandosi un po' meglio o frequentando omosessuali si accorgerebbe che le cose non stanno così. Sono nato gay, non è un passatempo, sa? Riesce ad immaginarsi la mia adolescenza? Come copertura per sopravvivere al cameratismo eterosessuale di quel periodo avevo scelto quella del ragazzino pio e bigotto (in relazione al sesso eterosessuale), ho sofferto per essermi innamorato di un amico eterosessuale e solo da poco tempo sto vivendo a pieno il mio orientamento sessuale. Sono fortunato perché ho una splendida famiglia e nessuno anche fra le mie amicizie per adesso ha fatto storie, ma sono tanti e tante che vivono l'omosessualità in maniera velata e non sempre felici di non poter esternare con tranquillità i propri sentimenti o il proprio modo di essere. Se avessi continuato ad essere quel ragazzino bigotto … sarei stato una persona migliore forse? Sa quanti arrivano a tentare il suicidio a causa della continua discriminazione? Vorrei solo che riflettesse mentre parla dell'argomento omosessualità sul fatto che per lei sono semplici parole buttate lì (libero anche di aprire bocca), ma per il 10% della popolazione (questa la statistica) sono vita, sensazioni, problemi, gioie e dolori. 1 su 10 … donne, bambini, uomini, anziani, bambine, ragazzi, ragazze che non per scelta ripeto fanno parte di una minoranza, sono gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e hanno tutto il diritto, me compreso, di vivere felici e difesi dallo Stato del quale partecipano, lei che ne pensa? Purtroppo nel suo programma si sente solo la sua idea … pertanto anche lei nel suo piccolo ha maggiore responsabilità. Cordiali saluti

Prato, 5 luglio 2005 Emanuele Bresci

Facendo zapping avevo già avuto occasione di imbattermi nella trasmissione in questione, ma in occasione dell'evoluzione dei diritti in Spagna decisi di ascoltare la rassegna di notizie e mi colpì sentir dire dal signor Mascii che in Italia la situazione non sarebbe mai cambiata. Senza contare che sentii pure affermare che "tutti si aspettano per i propri figli, nipoti e pronipoti ben altra linea di salute".
Qui di fianco c'è il primo di una serie di fax che ho inviato a TV Prato nella speranza di poter far capire quanto potessero essere erronee certe idee. Soprattutto pensai che la posizione del sig. Mascii derivasse dalla scarsa conoscenza dei gay e delle lesbiche, dell'argomento "orientamento sessuale" e "identità di genere". Ancora non c'era il Comitato gay e Lesbiche Prato, ma la decisione di fare qualcosa sì. Ho scritto parlando di me, della mia vita, di quello che ho vissuto, perchè pensavo così di rendere tutto più tangibile. Inviai anche copia del volantino di Azione Gay e Lesbica Firenze riguardo alla legge regionale antidiscriminazione.
Ricordo che fu proprio il sig. Mascii a dire che sarebbero arrivate proteste per le sue parole e nella trasmissione successiva disse (unica volta) che era arrivato un fax. Purtroppo ribadì alcuni concetti e chiarì che TV Prato 39 è un'emittente di matrice cattolica e quindi sostiene certe idee piuttosto che altre.
Ho anche provato ad incontrare il sig. Mascii quando lo sentii affermare che i gay sono persone "prostrate" (penso inteso come tristi e attanagliate dai problemi) in occasione delle proteste a seguito della lettera di S.E. Mons. Scatizzi. Ho telefonato, mi sono proposto come campione di gay "non prostrato", ma ho ricevuto un rifiuto (in sostanza mi è stato riattaccato il telefono in faccia).
La storia è iniziata quindi circa un anno e mezzo fa, fino ad oggi, all'ennesima idea fuorviante e alla decisione di trascrivere in modo preciso le parole della puntata del 31 ottobre di "Occhio alla civetta".
Con chi o che cosa ce l'aveva questa volta il giornalista?
Nei giorni scorsi è comparsa sui quotidiani la notizia del dissenso espresso dall'arcivescovo di Bologna a proposito del finanziamento del Festival Gender Bender organizzato dal Cassero. Sua Eccellenza non ha condiviso che l'amministrazione comunale bolognese avesse deciso che valeva la pena dare un contributo ad un evento culturale che è cosa ben diversa da un "raggruppamento di privati" (cit. Mascii 31/10/2006). Ma il suo commento purtroppo non si è limitato al festival e all'opportunità di finanziarlo o meno con i soldi pubblici, nei suoi discorsi di martedì hanno trovato o ritrovato spazio la questione della distruzione di Sodoma e Gomorra e la normalità gay osannata piuttosto che l'affermazione di una anormalità.
Abbiamo deciso di riportare qui sotto la "sbobinatura" della puntata, mentre di fianco pubblichiamo il secondo fax inviato a TV Prato 39 il 6 luglio 2005.
All'attenzione del signor Ubaldo Mascii

Gentilissimo signor Ubaldo Mascii,
la ringrazio per aver ascoltato le mie opinioni espresse nel fax inviatole ieri e per essersi espresso almeno a favore dei pacs. Continuo a farle presente che non mi considero una "svolta", un'alternativa ad una normalità sessuale propagandata purtroppo da ambienti talvolta soltanto tradizionalisti, talvolta espressamente razzisti ed omofobi. Non sono, come non sono tanti altri e tante altre, frutto di un'educazione, una vicinanza o problemi di vario genere ed ho sempre avuto chiaro quale fosse il mio orientamento, la mia natura. I miei genitori sono eterosessuali e non ho parenti dai quali abbia potuto "prendere" il mio essere omosessuale, l'educazione che hanno dato a me, a mio fratello e alle mie due sorelle non ha inciso per nulla. Gli uomini e le donne compiono molte scelte e vivono diverse vite, non sempre tipicamente in linea con la nostra natura animale (la stessa natura a cui le si riferisce quando afferma che il mio non è un comportamento previsto e naturale). La castità, la monogamia per esempio non sono scelte naturali, eppure tanti e tante le scelgono, la società considera "naturale" ciò che vuole, mentre tende ad escludere quello che agli occhi della maggioranza sembra diverso o strano. Le assicuro che spesso mi sono domandato cosa ci sia di così attraente nel sesso eterosessuale, non per questo lo ritengo strano, è semplicemente diverso dal sesso che invece mi ha sempre attratto. Le ricordo anche che oramai da alcuni anni l'omosessualità non è più considerata malattia, disturbo del comportamento, pertanto le remore nell'accettare che da sempre esistono modi diversi di vivere la sessualità risultano una posizione ideologica. Per quale motivo l'istituzione familiare dovrebbe essere sconvolta dalla presenza di famiglie formate da persone dello stesso sesso? Allora lei ritiene che in quanto gay non sono adatto ad essere un genitore? Potrei forse corrompere la mente di un figlio o di una figlia col mio orientamento? Se fosse così i miei genitori con la loro vita avrebbero dovuto trasmettermi la loro eterosessualità, no? A quante altre cose ritiene che i gay e le lesbiche non siano adatti/e?
Mi fa piacere sentire che la sua posizione è di comprensione nei nostri confronti, certo c'è bisogno di capire questa comprensione che cosa significhi. Vede … sono gay e questo non toglie nulla al mio essere cristiano cattolico, nei pensieri e nella vita quotidiana. Ho dovuto però confrontarmi con la legislazione clericale che appunto mi vuol comprendere, negandomi tuttavia il diritto a vivere pienamente, non le mere pulsioni di cui parla lei, ma l'amore che provo per il mio compagno, partner, ragazzo o come lo si voglia definire. Comprendere solo di facciata è quasi come non approvare del tutto e continuare a non partecipare sul serio a questa realtà. Tra l'altro esistono anche associazioni di omosessuali credenti, a Roma esiste Nuova Proposta, a Firenze c'è Kairos che tentano di fare da ponte fra realtà che sembrano inconciliabili. Lei lo ha pubblicamente detto ribadendo che TVPrato è una emittente confessionale e quindi chiusa a certe vedute. Non sapevo che TVPrato fosse così confessionale e certo ritengo che siano in tanti a Prato i telespettatori ignari di questa situazione.
Comunque mi chiamo Emanuele Bresci ed abito a Prato non sono "questo" come mi ha chiamato lei, non sono un gay velato (in gergo vuol dire nascosto), vivo alla luce del sole, d'altra parte soltanto così posso sperare che qualcosa cambi in questa società. E' vero che io la vedo casualmente, insegno e non sempre ho il tempo di guardare il suo programma, ma sono figlio di un suo grande fan che oltre a non perdersi una puntata, la registra tutti i giorni per riascoltare le sue parole. Il fatto che io non suo un suo fan non deve farle pensare di poter sempre, esattamente come per l'on. Pera, dire tutto quello che pensa. Lei dice in TV che l'omosessualità è una "svolta" (come dire che è una anormalità) … i genitori suoi fan di un/un' adolescente gay o lesbica (perché lesbica non è una parolaccia) l'ascoltano e le danno ragione … quel ragazzo o quella ragazza finisce per divenire velato/a, reprimersi, tagliare i ponti con i familiari, finire da uno psicologo a farsi curare, oppure a suicidarsi in maniera del tutto inspiegabile … e lei non si sente una certa importanza? Usi bene lo spazio di un'emittente privata sì, ma che arriva in maniera pubblica nelle case di tutti e tutte, intelligenti e stupidi, curiosi e creduloni. Sono disponibile per qualsiasi chiarimento, buon lavoro e buon tutto
Prato 6 luglio 2005 Emanuele Bresci

Occhio alla Civetta 31/10/2006
[...]
Un'altra cosa e … andiamo a Bologna, ora andiamo a Bologna perché che cosa sta succedendo a Bologna? A Bologna c'è il Festival gay. Eh, a Bologna ha ospitato anche nel passato e ora sta ospitando questo Festival gay di tutto il mondo vanno a Bologna i rappresentanti o i gay che ci sono non solo in Italia ma anche all'estero e vengono per questo grande Festival in cui loro osannano la loro libertà, osannano anche la loro "normalità" (detto con il tono di cosa supposta non di un dato di fatto) non vogliono parlare di anormalità.
L'altro giorno leggevo … proprio … c'era una difesa … di una lettera di uno di questi che diceva: "la Chiesa che ci osteggia … ma noi siamo più antichi del cristianesimo". E ha ragione. Eh … se andiamo a guardare la Bibbia, noi sappiamo, effettivamente c'è un episodio nella Bibbia, quindi prima dell'avvento di Cristo e prima della fondazione del cristianesimo, c'è un episodio nella Bibbia nella quale si dice che il Signore si era così stufato di quello che stava succedendo in due città che si chiamavano Sodoma e Gomorra, tant'è vero che ne decide la distruzione. Ecco, quindi … è vero che c'erano prima del cristianesimo però … è vero Iddio degli Ebrei e oggi Dio anche dei Cristiani evidentemente la pensava diversamente da come loro pensano di potere … bene …
Babbo Natale: dove arriva una nave? Dalla Cina arriva una nave piena, una enorme porta-container con tonnellate di regali, i regali natalizi, di dove vengono? Dalla Cina. Dove arrivano? A Londra. Naturalmente ci sono tutti gli esercenti, eh chiamiamolo … del Regno Unito, i quali sono terrorizzati per questo enorme arrivo di giocattoli e di cose cinesi che dovranno, in qualche modo, dominare il mercato del Natale, che sappiamo tutti i bambini aspettano i giocattoli da Babbo Natale e poi ci sarà anche la Befana e così via. La Cina intanto … butta là tanta roba e … non mancherà di farsi sentire.
A proposito di quello che stavo dicendo … c'è quasi uno scontro, su quello che stavo dicendo prima riguardo a questo Festival gay, perché … il Festival è … addirittura … protetto e finanziato anche … dalla … diciamo … dall'amministrazione comunale! C'è il Cofferati, è il sindaco e questo Festival gay riceve un contributo da parte del Comune … abbastanza notevole! Al che, naturalmente, l'arcivescovo della città ha fatto notare che in questa occasione, naturalmente, mah … se si vogliono fare il loro festival … va tutto bene, ma che i cittadini bolognesi debbano contribuire in qualche modo a questo Festival con i loro soldi … a quasi voglio dire … accettando che i divertimenti di un raggruppamento di persone possa … appunto … essere finanziato in tempi così bui … in tempi in cui … le amministrazioni comunali si lamentano perché il Governo non gli dà i soldi che gli dovrebbe dare … o perché i soldi non ci sono … eccetera. Beh … l'amministrazione comunale di Bologna, del "buon" Cofferati, chiamiamolo "buono", perché è "buono per tutte le stagioni", è discusso da una parte e da un'altra, però ecettera eccetera … comunque lo vediamo in questa occasione il quale ha ritenuto opportuno … di … dare un contributo abbastanza generoso a questa organizzazione di un gruppo di privati, su questo non c'è dubbio. Comunque se Bologna si onora di questo arrivo di tanti personaggi … che certamente qualcuno può ritenere più o meno d'accordo con la dignità eccetera eccetera va bene della città … tutto va bene. Ma l'arcivescovo ha detto la sua, da questo punto di vista e d'altra parte ha diritto di dirla. Perché … non per niente è cittadino della città anche lui e quindi può esprimersi. [...]
Abbiamo anche ritenuto opportuno inviare questa fedele trascrizione a tutte le altre realtà GLBT della Toscana e presenti in Italia. Sappiamo che ci sono state molte risposte e siamo molto felici. Tra l'altro la nostra segnalazione è passata anche: sulla Mailing list di Facciamo Breccia, sul sito di Arcigay Firenze, e nella Mailing list di Azione Gay e Lesbica Firenze. Ringraziamo tutti/e/* per l'appoggio espresso al Comitato Gay e Lesbiche Prato.
Al sindaco di Prato avevamo già mandato un fax chiedendo che anche Prato si adoperasse per uno Stato laico, spazio per tutti/e/* oltre che per i momenti di "matrice cattolica". Abbiamo quindi nuovamente informato il sindaco di Prato, Marco Romagnoli, il ViceSindaco Roberto Bencini e tutta la Giunta.
Ci è sembrato poi giusto informare anche il sindaco di Bologna Sergio Cofferati, più volte chiamato in causa dal sig. Mascii e l'onorevole Vladimir Luxuria.
E alla fine che cosa è successo?
Girando per la città le locandine de Il Tirreno di venerdì 03 novembre titolavano: " I GAY IN RIVOLTA SCRIVONO AL SINDACO". E' uscito un articolo di Francesca Gori nel quale il Comitato Gay e Lesbiche Prato ha ribadito la necessità di applicare al più presto la legge antidiscriminazione a tutti i livelli e di vigilare maggiormente che negli spazi pubblici (pur essendo un'emittente privata TV Prato 39 si rivolge comunque alla città di Prato e a tutta la cittadinanza) non ci siano occasioni di omofobia.
Riportiamo anche l'articolo de Il Tirreno del 03-11-2006
Omosessuali in rivolta contro Tv Prato
La comunità gay accusa l'emittente di discriminazione. E scrive al sindaco
di Francesca Gori
Prato. Ha preso carta e penna e ha scritto al sindaco, a tutta la giunta e anche all'onorevole Vladimir Luxuria. Emanuele Bresci, ideatore del Comitato Gay e Lesbiche di Prato, chiede alle istituzioni che si facciano garanti dell'applicazione della legge regionale antidiscriminazioni. Una richiesta che arriva due giorni dopo la trasmissione "Occhio alla civetta" condotta da Ubaldo Mascii.
Pomo della discordia tra la comunità gay pratese e il giornalista e conduttore della striscia mattiniera e pomeridiana di Tv Prato è proprio la trasmissione andata in onda martedì scorso, dove, come ogni mattina, Mascii ha commentato le notizie del giorno. Tra queste, una in particolare aveva attratto la curiosità del giornalista, quella del festival Gender Bender che si è svolto nei giorni scorsi a Bologna.
Quello che proprio non è piaciuto alla comunità gay di Prato sono state le parole di Mascii, fedelmente trascritte e inviate al sindaco Romagnoliù, a tutta la giunta pratese, ma anche al sindaco di Bologna Cofferati e all'onorevole Vladimir Luxuria. << Questo è l'ennesimo attacco omofobo che abbiamo subito da parte di Mascii - spiega Emanuele Bresci del Comitato Gay e Lesbiche di Prato - e questa volta, abbiamo deciso di chiedere alle istituzioni di vigilare affinchè la legge regionale antidiscriminazioni venga applicata da tutti, anche da parte di un'emittente privata che però fa opinione pubblica >>.
Il tam tam mercoledì è iniziato presto, con l'invito da parte del Comitato pratese di inviare le proprie opinione alla redazione di Tv Prato, con una email dove era anche contenuta la trascrizione fedele delle parole di Mascii, che non si diceva tanto d'accordo con Cofferati, che ha finanziato il Festival gay con i soldi pubblici, e che rispondeva, a chi sostiene che l'omosessualità esisteva già prima della nascita del cristianesimo, che proprio nella Bibbia il Signore, stufo di quello che accadeva a Sodoma e Gomorra, aveva deciso la distruzione di queste due città.
Ma quello che è omofobia per la comunità gay, non lo è per Mascii. << Non sono per niente omofobo - spiega il giornalista - Sono solo convinto che non si può parlare di orgoglio gay. Gli omosessuali hanno tutto il diritto di fare quello che si sentono di fare, ma quello che non mi piace è quando ostentano il loro essere omosessuale, come è successo durante la manifestazione di Bologna >>. Non si pente di quello che ha detto in trasmissione, Ubaldo Mascii.
E manda a chiedere anche, agli omosessuali che si professano cattolici, chi sia il loro confessore. La partita infatti si è giocata su una televisione cattolica.
<< Sappiamo che Tv Prato è una televisione privata - aggiunge Bresci - ma fa lo stesso opinione. E non si può utilizzare uno spazio, sebbene privato, ma che viene fruito dal pubblico, per dire che i gay sono degli anormali, per dare un giudizio sul lavoro di Cofferati soltanto perchè ha finanziato la manifestazione di Bologna. Anche perchè a Bologna, come a Prato e in ogni altra città d'Italia gli omosessuali, i gay, le lesbiche e anche i trans pagano le tasse come tutti >>. L'auspicio del Comitato è che anche a Prato sia adeguata la normativa antidiscriminazione e che anche la situazione dei diritti dei cittadini omosessuali e trans possa essere adeguata allo standard della maggior parte degli Stati dell'Unione Europea.
 

Commento conclusivo:

Ci rendiamo conto che una trasmissione come "Occhio alla civetta" ha un'influenza limitata sulla percezione dell'omosessualità da parte della popolazione di Prato, e non ci illudiamo sulla portata dei nostri interventi sulla stampa locale, sulla rete ecc.ecc. Comunque riteniamo che la lotta al pregiudizio omofobico sia fatta di dettagli, di microprogetti, di sfumature, così come l'omofobia è fatta anche di mezze battute, scherzi stupidi, luoghi comuni ripetuti per pigrizia mentale. Ora come non mai è necessario prendere parola anche contro eventi minimi di omofobia, non lasciare correre, rispondere, spiegare, "fare resistenza". Invitiamo quindi tutti/e/* a segnalare al Comitato Gay e Lesbiche di Prato trasmissioni televisive, articoli di giornale, interventi radiofonici dove si possano ravvisare elementi di pregiudizio contro gay, lesbiche e trans. Come era scritto su uno striscione portato in corteo durante il primo Pride romano "Non ci sono diritti per chi non li rivendica in prima persona". Post scriptum ...... Questo non significa che tutti/e/* debbano scendere in piazza a manifestare allo stesso modo, significa secondo noi che ognuno/a/*, in base alle proprie possibilità, opportunità, occasioni può/deve dare il suo contributo all'evoluzione di questa società, con la speranza/obiettivo che diventi più accogliente per tutti/e/*.