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Occhio
alla civetta è il nome di un programma in onda su TV Prato
39 ogni giorno (domeniche e ricorrenze escluse) a cura del signor
Ubaldo Mascii, una rassegna di notizie tratte dai seguenti quotidiani:
La Nazione, Il Tirreno, Il Corriere, la Repubblica ed Avvenire.
Le notizie vengono commentate da Ubaldo Mascii che le sottolinea
al pubblico dando la sua opinione in merito. Occhio alla civetta
è in onda alle 10,00 del mattino e in replica il pomeriggio
alle 14,30.
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All'attenzione del signor Ubaldo Mascii
Gentilissimo signor Ubaldo Mascii,
le scrivo dopo aver casualmente visto la puntata del suo
programma di martedì 5 luglio 2005. Durante la suddetta
trasmissione ha informato il pubblico delle dichiarazioni
dell'on. Pera riguardo la legge approvata in Spagna che
allarga i diritti degli eterosessuali anche agli omosessuali.
Non comprendo bene né il disappunto dell'on. Pera
né il suo, per quale motivo una legge che adesso
comprende tutti al di là del proprio orientamento
sessuale dovrebbe scandalizzarla o preoccuparla? In che
cosa questo comprendere sia le persone eterosessuali che
i gay e le lesbiche dovrebbe togliere qualcosa alle famiglie
tradizionali? Trovo che il suo affermare l'impossibilità
di una normativa simile in Italia grazie a una forte tradizione
non sia un indice di grande modernità, non fa altro
che confermare l'inadempienza italiana (non toscana) nel
dotarsi di una legge antidiscriminazione come previsto dall'Unione
Europea. Tra l'altro sia io che lei paghiamo entrambe le
tasse allo Stato, lei da uomo eterosessuale ed io da gay
fa qualche differenza allo Stato questo aspetto?
Prima di affermare che la Spagna non ha fatto bene a dotarsi
di una legge giusta per tutti
si è informato
di quanti omosessuali hanno avuto problemi perché
nessuno qui in Italia riconosce legalmente le unioni gay
e lesbiche? Forse lei ancora ritiene l'omosessualità
una sorta di capriccio, una moda, un atteggiamento codardo
o estremo
magari informandosi un po' meglio o frequentando
omosessuali si accorgerebbe che le cose non stanno così.
Sono nato gay, non è un passatempo, sa? Riesce ad
immaginarsi la mia adolescenza? Come copertura per sopravvivere
al cameratismo eterosessuale di quel periodo avevo scelto
quella del ragazzino pio e bigotto (in relazione al sesso
eterosessuale), ho sofferto per essermi innamorato di un
amico eterosessuale e solo da poco tempo sto vivendo a pieno
il mio orientamento sessuale. Sono fortunato perché
ho una splendida famiglia e nessuno anche fra le mie amicizie
per adesso ha fatto storie, ma sono tanti e tante che vivono
l'omosessualità in maniera velata e non sempre felici
di non poter esternare con tranquillità i propri
sentimenti o il proprio modo di essere. Se avessi continuato
ad essere quel ragazzino bigotto
sarei stato una
persona migliore forse? Sa quanti arrivano a tentare il
suicidio a causa della continua discriminazione? Vorrei
solo che riflettesse mentre parla dell'argomento omosessualità
sul fatto che per lei sono semplici parole buttate lì
(libero anche di aprire bocca), ma per il 10% della popolazione
(questa la statistica) sono vita, sensazioni, problemi,
gioie e dolori. 1 su 10
donne, bambini, uomini, anziani,
bambine, ragazzi, ragazze che non per scelta ripeto fanno
parte di una minoranza, sono gay, lesbiche, bisessuali,
transessuali e hanno tutto il diritto, me compreso, di vivere
felici e difesi dallo Stato del quale partecipano, lei che
ne pensa? Purtroppo nel suo programma si sente solo la sua
idea
pertanto anche lei nel suo piccolo ha maggiore
responsabilità. Cordiali saluti
Prato, 5 luglio 2005 Emanuele Bresci
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Facendo
zapping avevo già avuto occasione di imbattermi nella
trasmissione in questione, ma in occasione dell'evoluzione
dei diritti in Spagna decisi di ascoltare la rassegna di notizie
e mi colpì sentir dire dal signor Mascii che in Italia
la situazione non sarebbe mai cambiata. Senza contare che
sentii pure affermare che "tutti si aspettano
per i propri figli, nipoti e pronipoti ben altra linea di
salute".
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Qui
di fianco c'è il primo di una serie di fax che ho inviato
a TV Prato nella speranza di poter far capire quanto potessero
essere erronee certe idee. Soprattutto pensai che la posizione
del sig. Mascii derivasse dalla scarsa conoscenza dei gay
e delle lesbiche, dell'argomento "orientamento sessuale"
e "identità di genere". Ancora non c'era
il Comitato gay e Lesbiche Prato, ma la decisione di fare
qualcosa sì. Ho scritto parlando di me, della mia vita,
di quello che ho vissuto, perchè pensavo così
di rendere tutto più tangibile. Inviai anche copia
del volantino di Azione Gay e Lesbica Firenze riguardo alla
legge regionale antidiscriminazione.
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Ricordo
che fu proprio il sig. Mascii a dire che sarebbero arrivate
proteste per le sue parole e nella trasmissione successiva
disse (unica volta) che era arrivato un fax. Purtroppo ribadì
alcuni concetti e chiarì che TV Prato 39 è un'emittente
di matrice cattolica e quindi sostiene certe idee piuttosto
che altre.
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Ho
anche provato ad incontrare il sig. Mascii quando lo sentii
affermare che i gay sono persone "prostrate" (penso
inteso come tristi e attanagliate dai problemi) in occasione
delle proteste a seguito della lettera di S.E. Mons. Scatizzi.
Ho telefonato, mi sono proposto come campione di gay "non
prostrato", ma ho ricevuto un rifiuto (in sostanza mi
è stato riattaccato il telefono in faccia).
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La
storia è iniziata quindi circa un anno e mezzo fa,
fino ad oggi, all'ennesima idea fuorviante e alla decisione
di trascrivere in modo preciso le parole della puntata del
31 ottobre di "Occhio alla civetta".
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Con
chi o che cosa ce l'aveva questa volta il giornalista?
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Nei
giorni scorsi è comparsa sui quotidiani la notizia
del dissenso espresso dall'arcivescovo di Bologna a proposito
del finanziamento del Festival Gender
Bender organizzato dal Cassero.
Sua Eccellenza non ha condiviso che l'amministrazione comunale
bolognese avesse deciso che valeva la pena dare un contributo
ad un evento culturale che è cosa ben diversa da un
"raggruppamento di privati" (cit. Mascii 31/10/2006).
Ma il suo commento purtroppo non si è limitato al festival
e all'opportunità di finanziarlo o meno con i soldi
pubblici, nei suoi discorsi di martedì hanno trovato
o ritrovato spazio la questione della distruzione di Sodoma
e Gomorra e la normalità gay osannata piuttosto che
l'affermazione di una anormalità.
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Abbiamo
deciso di riportare qui sotto la "sbobinatura" della
puntata, mentre di fianco pubblichiamo il secondo fax inviato
a TV Prato 39 il 6 luglio 2005.
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All'attenzione
del signor Ubaldo Mascii
Gentilissimo signor
Ubaldo Mascii,
la ringrazio per aver ascoltato le mie opinioni espresse nel
fax inviatole ieri e per essersi espresso almeno a favore
dei pacs. Continuo a farle presente che non mi considero una
"svolta", un'alternativa ad una normalità
sessuale propagandata purtroppo da ambienti talvolta soltanto
tradizionalisti, talvolta espressamente razzisti ed omofobi.
Non sono, come non sono tanti altri e tante altre, frutto
di un'educazione, una vicinanza o problemi di vario genere
ed ho sempre avuto chiaro quale fosse il mio orientamento,
la mia natura. I miei genitori sono eterosessuali e non ho
parenti dai quali abbia potuto "prendere" il mio
essere omosessuale, l'educazione che hanno dato a me, a mio
fratello e alle mie due sorelle non ha inciso per nulla. Gli
uomini e le donne compiono molte scelte e vivono diverse vite,
non sempre tipicamente in linea con la nostra natura animale
(la stessa natura a cui le si riferisce quando afferma che
il mio non è un comportamento previsto e naturale).
La castità, la monogamia per esempio non sono scelte
naturali, eppure tanti e tante le scelgono, la società
considera "naturale" ciò che vuole, mentre
tende ad escludere quello che agli occhi della maggioranza
sembra diverso o strano. Le assicuro che spesso mi sono domandato
cosa ci sia di così attraente nel sesso eterosessuale,
non per questo lo ritengo strano, è semplicemente diverso
dal sesso che invece mi ha sempre attratto. Le ricordo anche
che oramai da alcuni anni l'omosessualità non è
più considerata malattia, disturbo del comportamento,
pertanto le remore nell'accettare che da sempre esistono modi
diversi di vivere la sessualità risultano una posizione
ideologica. Per quale motivo l'istituzione familiare dovrebbe
essere sconvolta dalla presenza di famiglie formate da persone
dello stesso sesso? Allora lei ritiene che in quanto gay non
sono adatto ad essere un genitore? Potrei forse corrompere
la mente di un figlio o di una figlia col mio orientamento?
Se fosse così i miei genitori con la loro vita avrebbero
dovuto trasmettermi la loro eterosessualità, no? A
quante altre cose ritiene che i gay e le lesbiche non siano
adatti/e?
Mi fa piacere sentire che la sua posizione è di comprensione
nei nostri confronti, certo c'è bisogno di capire questa
comprensione che cosa significhi. Vede
sono gay e questo
non toglie nulla al mio essere cristiano cattolico, nei pensieri
e nella vita quotidiana. Ho dovuto però confrontarmi
con la legislazione clericale che appunto mi vuol comprendere,
negandomi tuttavia il diritto a vivere pienamente, non le
mere pulsioni di cui parla lei, ma l'amore che provo per il
mio compagno, partner, ragazzo o come lo si voglia definire.
Comprendere solo di facciata è quasi come non approvare
del tutto e continuare a non partecipare sul serio a questa
realtà. Tra l'altro esistono anche associazioni di
omosessuali credenti, a Roma esiste Nuova Proposta, a Firenze
c'è Kairos che tentano di fare da ponte fra realtà
che sembrano inconciliabili. Lei lo ha pubblicamente detto
ribadendo che TVPrato è una emittente confessionale
e quindi chiusa a certe vedute. Non sapevo che TVPrato fosse
così confessionale e certo ritengo che siano in tanti
a Prato i telespettatori ignari di questa situazione.
Comunque mi chiamo Emanuele Bresci ed abito a Prato non sono
"questo" come mi ha chiamato lei, non sono un gay
velato (in gergo vuol dire nascosto), vivo alla luce del sole,
d'altra parte soltanto così posso sperare che qualcosa
cambi in questa società. E' vero che io la vedo casualmente,
insegno e non sempre ho il tempo di guardare il suo programma,
ma sono figlio di un suo grande fan che oltre a non perdersi
una puntata, la registra tutti i giorni per riascoltare le
sue parole. Il fatto che io non suo un suo fan non deve farle
pensare di poter sempre, esattamente come per l'on. Pera,
dire tutto quello che pensa. Lei dice in TV che l'omosessualità
è una "svolta" (come dire che è una
anormalità)
i genitori suoi fan di un/un' adolescente
gay o lesbica (perché lesbica non è una parolaccia)
l'ascoltano e le danno ragione
quel ragazzo o quella
ragazza finisce per divenire velato/a, reprimersi, tagliare
i ponti con i familiari, finire da uno psicologo a farsi curare,
oppure a suicidarsi in maniera del tutto inspiegabile
e lei non si sente una certa importanza? Usi bene lo spazio
di un'emittente privata sì, ma che arriva in maniera
pubblica nelle case di tutti e tutte, intelligenti e stupidi,
curiosi e creduloni. Sono disponibile per qualsiasi chiarimento,
buon lavoro e buon tutto
Prato 6 luglio 2005 Emanuele Bresci
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Occhio
alla Civetta 31/10/2006
[...]
Un'altra cosa e
andiamo a Bologna, ora andiamo a Bologna
perché che cosa sta succedendo a Bologna? A Bologna
c'è il Festival gay. Eh, a Bologna ha ospitato anche
nel passato e ora sta ospitando questo Festival gay di tutto
il mondo vanno a Bologna i rappresentanti o i gay che ci sono
non solo in Italia ma anche all'estero e vengono per questo
grande Festival in cui loro osannano la loro libertà,
osannano anche la loro "normalità" (detto
con il tono di cosa supposta non di un dato di fatto) non
vogliono parlare di anormalità.
L'altro giorno leggevo
proprio
c'era una difesa
di una lettera di uno di questi che diceva: "la
Chiesa che ci osteggia
ma noi siamo più antichi
del cristianesimo". E ha ragione. Eh
se andiamo
a guardare la Bibbia, noi sappiamo, effettivamente c'è
un episodio nella Bibbia, quindi prima dell'avvento di Cristo
e prima della fondazione del cristianesimo, c'è un
episodio nella Bibbia nella quale si dice che il Signore si
era così stufato di quello che stava succedendo in
due città che si chiamavano Sodoma e Gomorra, tant'è
vero che ne decide la distruzione. Ecco, quindi
è
vero che c'erano prima del cristianesimo però
è vero Iddio degli Ebrei e oggi Dio anche dei Cristiani
evidentemente la pensava diversamente da come loro pensano
di potere
bene
Babbo Natale: dove arriva una nave? Dalla Cina arriva una
nave piena, una enorme porta-container con tonnellate di regali,
i regali natalizi, di dove vengono? Dalla Cina. Dove arrivano?
A Londra. Naturalmente ci sono tutti gli esercenti, eh chiamiamolo
del Regno Unito, i quali sono terrorizzati per questo
enorme arrivo di giocattoli e di cose cinesi che dovranno,
in qualche modo, dominare il mercato del Natale, che sappiamo
tutti i bambini aspettano i giocattoli da Babbo Natale e poi
ci sarà anche la Befana e così via. La Cina
intanto
butta là tanta roba e
non mancherà
di farsi sentire.
A proposito di quello che stavo dicendo
c'è
quasi uno scontro, su quello che stavo dicendo prima riguardo
a questo Festival gay, perché
il Festival è
addirittura
protetto e finanziato anche
dalla
diciamo
dall'amministrazione comunale!
C'è il Cofferati, è il sindaco e questo Festival
gay riceve un contributo da parte del Comune
abbastanza
notevole! Al che, naturalmente, l'arcivescovo della città
ha fatto notare che in questa occasione, naturalmente, mah
se si vogliono fare il loro festival
va tutto
bene, ma che i cittadini bolognesi debbano contribuire in
qualche modo a questo Festival con i loro soldi
a quasi
voglio dire
accettando che i divertimenti di un raggruppamento
di persone possa
appunto
essere finanziato in
tempi così bui
in tempi in cui
le amministrazioni
comunali si lamentano perché il Governo non gli dà
i soldi che gli dovrebbe dare
o perché i soldi
non ci sono
eccetera. Beh
l'amministrazione
comunale di Bologna, del "buon" Cofferati, chiamiamolo
"buono", perché è "buono per
tutte le stagioni", è discusso da una parte e
da un'altra, però ecettera eccetera
comunque
lo vediamo in questa occasione il quale ha ritenuto opportuno
di
dare un contributo abbastanza generoso a
questa organizzazione di un gruppo di privati, su questo non
c'è dubbio. Comunque se Bologna si onora di questo
arrivo di tanti personaggi
che certamente qualcuno
può ritenere più o meno d'accordo con la dignità
eccetera eccetera va bene della città
tutto
va bene. Ma l'arcivescovo ha detto la sua, da questo punto
di vista e d'altra parte ha diritto di dirla. Perché
non per niente è cittadino della città
anche lui e quindi può esprimersi. [...]
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Abbiamo
anche ritenuto opportuno inviare questa fedele trascrizione
a tutte le altre realtà GLBT della Toscana e presenti
in Italia. Sappiamo che ci sono state molte risposte e siamo
molto felici. Tra l'altro la nostra segnalazione è
passata anche: sulla Mailing list di Facciamo
Breccia, sul sito di Arcigay
Firenze, e nella Mailing list di Azione
Gay e Lesbica Firenze. Ringraziamo tutti/e/* per l'appoggio
espresso al Comitato Gay e Lesbiche Prato.
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Al
sindaco di Prato avevamo già mandato un fax chiedendo
che anche Prato si adoperasse per uno Stato laico, spazio
per tutti/e/* oltre che per i momenti di "matrice cattolica".
Abbiamo quindi nuovamente informato il sindaco di Prato, Marco
Romagnoli, il ViceSindaco Roberto Bencini e tutta la Giunta.
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Ci
è sembrato poi giusto informare anche il sindaco di
Bologna Sergio Cofferati, più volte chiamato in causa
dal sig. Mascii e l'onorevole Vladimir Luxuria.
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E
alla fine che cosa è successo?
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Girando
per la città le locandine de Il Tirreno di venerdì
03 novembre titolavano: " I GAY IN RIVOLTA SCRIVONO AL
SINDACO". E' uscito un articolo di Francesca Gori nel
quale il Comitato Gay e Lesbiche Prato ha ribadito la necessità
di applicare al più presto la legge antidiscriminazione
a tutti i livelli e di vigilare maggiormente che negli spazi
pubblici (pur essendo un'emittente privata TV Prato 39 si
rivolge comunque alla città di Prato e a tutta la cittadinanza)
non ci siano occasioni di omofobia.
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Riportiamo
anche l'articolo de Il Tirreno del 03-11-2006
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Omosessuali
in rivolta contro Tv Prato
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La
comunità gay accusa l'emittente di discriminazione.
E scrive al sindaco
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di
Francesca Gori
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Prato.
Ha preso carta e penna e ha scritto al sindaco, a tutta la
giunta e anche all'onorevole Vladimir Luxuria. Emanuele Bresci,
ideatore del Comitato Gay e Lesbiche di Prato, chiede alle
istituzioni che si facciano garanti dell'applicazione della
legge regionale antidiscriminazioni. Una richiesta che arriva
due giorni dopo la trasmissione "Occhio alla civetta"
condotta da Ubaldo Mascii.
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Pomo della discordia tra la comunità gay pratese e
il giornalista e conduttore della striscia mattiniera e pomeridiana
di Tv Prato è proprio la trasmissione andata in onda
martedì scorso, dove, come ogni mattina, Mascii ha
commentato le notizie del giorno. Tra queste, una in particolare
aveva attratto la curiosità del giornalista, quella
del festival Gender Bender che si è svolto nei giorni
scorsi a Bologna.
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Quello che proprio non è piaciuto alla comunità
gay di Prato sono state le parole di Mascii, fedelmente trascritte
e inviate al sindaco Romagnoliù, a tutta la giunta
pratese, ma anche al sindaco di Bologna Cofferati e all'onorevole
Vladimir Luxuria. << Questo è l'ennesimo attacco
omofobo che abbiamo subito da parte di Mascii - spiega Emanuele
Bresci del Comitato Gay e Lesbiche di Prato - e questa volta,
abbiamo deciso di chiedere alle istituzioni di vigilare affinchè
la legge regionale antidiscriminazioni venga applicata da
tutti, anche da parte di un'emittente privata che però
fa opinione pubblica >>.
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Il tam tam mercoledì è iniziato presto, con
l'invito da parte del Comitato pratese di inviare le proprie
opinione alla redazione di Tv Prato, con una email dove era
anche contenuta la trascrizione fedele delle parole di Mascii,
che non si diceva tanto d'accordo con Cofferati, che ha finanziato
il Festival gay con i soldi pubblici, e che rispondeva, a
chi sostiene che l'omosessualità esisteva già
prima della nascita del cristianesimo, che proprio nella Bibbia
il Signore, stufo di quello che accadeva a Sodoma e Gomorra,
aveva deciso la distruzione di queste due città.
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Ma quello che è omofobia per la comunità gay,
non lo è per Mascii. << Non sono per niente omofobo
- spiega il giornalista - Sono solo convinto che non si può
parlare di orgoglio gay. Gli omosessuali hanno tutto il diritto
di fare quello che si sentono di fare, ma quello che non mi
piace è quando ostentano il loro essere omosessuale,
come è successo durante la manifestazione di Bologna
>>. Non si pente di quello che ha detto in trasmissione,
Ubaldo Mascii.
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E manda a chiedere anche, agli omosessuali che si professano
cattolici, chi sia il loro confessore. La partita infatti
si è giocata su una televisione cattolica.
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<< Sappiamo che Tv Prato è una televisione privata
- aggiunge Bresci - ma fa lo stesso opinione. E non si può
utilizzare uno spazio, sebbene privato, ma che viene fruito
dal pubblico, per dire che i gay sono degli anormali, per
dare un giudizio sul lavoro di Cofferati soltanto perchè
ha finanziato la manifestazione di Bologna. Anche perchè
a Bologna, come a Prato e in ogni altra città d'Italia
gli omosessuali, i gay, le lesbiche e anche i trans pagano
le tasse come tutti >>. L'auspicio del Comitato è
che anche a Prato sia adeguata la normativa antidiscriminazione
e che anche la situazione dei diritti dei cittadini omosessuali
e trans possa essere adeguata allo standard della maggior
parte degli Stati dell'Unione Europea.
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Commento conclusivo:
Ci
rendiamo conto che una trasmissione come "Occhio alla
civetta" ha un'influenza limitata sulla percezione
dell'omosessualità da parte della popolazione di
Prato, e non ci illudiamo sulla portata dei nostri interventi
sulla stampa locale, sulla rete ecc.ecc. Comunque riteniamo
che la lotta al pregiudizio omofobico sia fatta di dettagli,
di microprogetti, di sfumature, così come l'omofobia
è fatta anche di mezze battute, scherzi stupidi,
luoghi comuni ripetuti per pigrizia mentale. Ora come non
mai è necessario prendere parola anche contro eventi
minimi di omofobia, non lasciare correre, rispondere, spiegare,
"fare resistenza". Invitiamo quindi tutti/e/*
a segnalare al Comitato Gay e Lesbiche di Prato trasmissioni
televisive, articoli di giornale, interventi radiofonici
dove si possano ravvisare elementi di pregiudizio contro
gay, lesbiche e trans. Come era scritto su uno striscione
portato in corteo durante il primo Pride romano "Non
ci sono diritti per chi non li rivendica in prima persona".
Post scriptum ...... Questo non significa che tutti/e/*
debbano scendere in piazza a manifestare allo stesso modo,
significa secondo noi che ognuno/a/*, in base alle proprie
possibilità, opportunità, occasioni può/deve
dare il suo contributo all'evoluzione di questa società,
con la speranza/obiettivo che diventi più accogliente
per tutti/e/*.
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