PRATO. La prima
giornata della città chiusa al traffico, domenica, sarà
anche la giornata di Prato città aperta: aperta
al confronto, contro la discriminazione e lomofobia. Così
la presenta il Comitato gay e lesbiche che domenica pomeriggio
sarà in piazza del Comune. Per celebrare due matrimoni
(finti) di due coppie omosessuali (vere). Non una provocazione
fine a se stessa. Ma una manifestazione (organizzata insieme ai
Giovani comunisti) per chiedere alla politica di affrontare davvero
i temi delluguaglianaza, dei diritti civili, della lotta
al pregiudizio e alla discriminazione. E soprattutto, per farsi
conoscere dai tanti pratesi che nella prima domenica ecologica,
con i negozi aperti e due mercatini, affolleranno il centro storico.
A celebrare le due
nozze gay, sarà il consigliere comunale di Rifondazione
Leonardo Becheri. Alla manifestazione, che inizierà alle
15, parteciperanno tante associazioni gay, lesbiche, trans e bisex
toscane, oltre alle donne della Cgil che saranno presenti per
la prima giornata dedicata alla violenza sulle donne.
Su un grande schermo,
in piazza del Comune, saranno proiettati filmati che raccontano
famiglie omosessuali, spezzoni di film e le immagini dellultimo
gay pride. E poi ci sarà la musica e dei cartelli che recitano
frasi del tipo: Ho un fratello gay e va bene così,
Ho tanti amici gay e va bene così, che potranno
essere utilizzati da tutti, etero compresi, per farsi fotografare
e dar vita ad una serie di scatti che saranno poi utilizzati per
una mostra fotografica e per una campagna contro lomofobia
a Prato.
«La manifestazione
di domenica non sarà un gay pride - spiega Emanuele Bresci
del Comitato gay e lesbiche di Prato - ma sarà unoccasione
per farci conoscere dalla città. Perché noi non
siamo diversi dagli altri. Siamo persone, individui, che devono
avere gli stessi diritti degli eterosessuali». Persone come
tutte le altre. E questo è un dato di fatto. Perché
tra le fila del Comitato cè Emanuele, appunto, che
di lavoro fa linsegnante e che domenica convolerà
a giuste nozze con il suo compagno Marco, cè Silvia,
laltra metà della coppia lesbica che sposerà
Sara, cè Fabrizio che fa il barman e cè
Samuele, che suona gli organi antichi nelle chiese della città.
«Io e Sara abbiamo già acquistato le fedi - dice
Silvia, che di lavoro fa la fotografa - e probabilmente in piazza
del Comune porteremo anche il classico bouquet da sposa. Sappiamo
bene che il matrimonio di domenica non sarà vero. Ma se
ci fosse una legge che lo permettesse, io e Sara saremmo già
sposate». Silvia e Sara sono donne che si amano. E che hanno
deciso di vivere, nonostante le difficoltà, la loro storia
damore. «Se a Prato non avessi un famiglia - aggiunge
Silvia - sarei già andata a vivere con Sara in un paese
più civile del nostro. Viviamo sotto lo stesso tetto come
una famiglia, ma se dovesse capitarci qualcosa, non potremmo prendere
decisioni luna per laltra. E sinceramente non capisco
perché, se io e Sara invecchieremo insieme, non potremmo
mai avere la pensione di reversibilità. Noi le tasse le
paghiamo come tutti gli altri».
Dopo qualche mese
di silenzio e latitanza, Prato affronterà di nuovo la questione
dellaltra metà del cielo: quella omosessuale. Ieri
i presidenti dei gruppi consiliari di Rifondazione, dei Comunisti
italiani, Verdi e La sinistra per Prato viva, hanno presentato
un ordine del giorno per invitare il consiglio ad aderire alla
manifestazione. Ordine del giorno che però non sarà
discusso oggi in consiglio. «Su questi temi bisogna essere
spregiudicati - dice il consigliere Becheri - e io quelle nozze,
domenica, le celebro volentieri. Anche se sarei più contento
che fossero vere. Lapprovazione di una legge come i Pacs,
nobiliterebbe tutta la politica».
Domani sera invece,
lappuntamento firmato dal comitato è con La
sagra del tortello...gay e lesbica è bello, al ristorante
I due marmocchi di Montemurlo (per prenotazioni 347/4637511).
Francesca Gori
PRATO. «Se
mi aspettano vado anchio domenica a sposarmi con il Ceccherini.
Perché lo amo». Giovanni Veronesi, che ha raccontato
la storia di un matrimonio gay in Manuale damore 2,
non ha dubbi. «E ignobile che lItalia sia lultimo
paese in Europa ad affrontare questi temi - dice il regista pratese
- qui da noi, per vivere bene bisogna saper aspettare».